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Indicazioni particolarmente positive sono emerse dalla visita negli scorsi giorni in Albania della Sezione della Lega Navale Italiana di Brindisi guidata dal presidente Salvatore Zarcone. Al centro degli incontri nel Paese delle Aquile, la crescita della Regata del Grande Salento Brindisi-Valona, che quest’anno dal 6 al 9 luglio si appresta a vivere la dodicesima edizione.

Contestualmente al miglioramento dei rapporti tra le due sponde sul piano socio-economico, culturale, turistico e sportivo, l’obiettivo primario era quello della sottoscrizione di un protocollo di intesa con il Marina di Orikum per consolidare la partnership già esistente e determinare le migliori condizioni logistiche e tecnico-organizzative per la regata.

A Tirana, nella sede della Concorde Investment – il gruppo immobiliare albanese proprietario del Marina di Orikum – è stato formalmente siglato un accordo di cooperazione con la LNI di Brindisi, condizione essenziale per il raggiungimento dei traguardi che le parti hanno individuato. La firma dell’accordo ha riscosso una grande evidenza mediatica per la presenza di importanti organi di informazione ed emittenti televisive albanesi.

Durante il soggiorno albanese, i rappresentanti della sezione brindisina della LNI hanno avuto modo di incontrare il Sindaco di Valona Dritan Leli, con il quale intercorrono da anni rapporti di stima e collaborazione proprio in funzione della regata velica. L’incontro si è svolto nel Municipio di Valona. Nonostante la scadenza di mandato proprio nel periodo della manifestazione velica, il primo cittadino ha comunque assicurato il proprio supporto e si è detto felice della personale partecipazione all’evento.

Nella stessa Tirana, nella sede del Ministero dell’Istruzione, la delegazione LNI è stata ricevuta da Albana Tole, viceministro dell’Istruzione e da Endrit Hoxha, viceministro allo sport. Erano presenti anche i direttori di alcuni dipartimenti universitari, che hanno dimostrato grande interesse per la regata Brindisi-Valona. Il mondo universitario albanese ed in particolare gli Atenei di Tirana e Valona hanno manifestato la volontà di collaborare con le università pugliesi e hanno già avviato contatti con l’Università del Salento. La regata è vista come occasione di ampliamento e intensificazione del rapporto di collaborazione al fine, peraltro, di garantire ai propri studenti un titolo accademico europeo. Per il successo della regata come strumento di sviluppo e di coesione tra le due sponde, è previsto un coinvolgimento diretto della stessa UniSalento, con cui la LNI ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa nel 2021.

“Richiederemo il patrocinio ai due ministeri albanesi – ha affermato Salvatore Zarcone, Presidente della Sezione LNI di Brindisi – e prevediamo una fattiva collaborazione in occasione della Regata, non escludendo una loro presenza a Brindisi in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento velico, che si terrà presumibilmente a maggio nella sezione della LNI”.

Sul versante strettamente sportivo, inoltre, si avverte l’esigenza di costituire federazioni sportive albanesi per le discipline Olimpiche. A Tirana il presidente Zarcone, accompagnato da Sandro Colucci, esperto velista e rappresentante del gruppo vela della LNI Brindisi, ha incontrato i componenti dell’Amministrazione comunale che sono interessati a lanciare e potenziare vela e canottaggio in un bacino artificiale che si trova a pochi chilometri dalla capitale. Nella stessa giornata la delegazione LNI è stata ospite dell’emittente televisiva nazionale Vision Plus, partecipando ad una diretta televisiva dedicata alla prossima edizione della Brindisi-Valona, Regata del Grande Salento.

Si celebra oggi la Giornata Mondiale delle Malattie Rare, istituita nel 2008 con il fine di promuovere in tutto il mondo l'inclusione delle persone con una malattia rara e la loro piena partecipazione in società.

La Lega Navale Italiana è da sempre attivamente impegnata nella promozione dell’inclusione sociale, nella sensibilizzazione sulle disabilità e le malattie rare e nell’avvicinamento al mare e agli sport nautici per tutti, senza barriere.

La scorsa estate, la LNI con la Delegazione di Torre Annunziata e la collaborazione di diverse Sezioni della Lega Navale del Tirreno ha organizzato una regata in venti tappe per promuovere la conoscenza e la diagnosi delle malattie rare con diverse iniziative e incontri. Sono partite il 6 giugno 2022 dal porto di Torre Annunziata due barche a vela condotte dai soci LNI Mario Santini e Rosario Gracco che hanno navigato fino a Marsiglia per sensibilizzare sulle cure e sostenere la ricerca scientifica nell’ambito dell’iniziativa “Issiamo le vele! Vento in poppa per la ricerca #thinkrare”, promossa dalla LNI di Torre Annunziata insieme alla Direzione Generale della Tutela della Salute e al Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania con la collaborazione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e dell’Università di Marsiglia e il supporto di Motore Sanità.

Una malattia si definisce “rara” quando la sua prevalenza, intesa come il numero di casi presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In Europa la soglia è fissata allo 0,05 per cento della popolazione, ossia 5 casi su 10mila persone. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate ad oggi è di circa 10.000.

Secondo la rete Orphanet Italia, nel nostro Paese i malati rari sono circa 2 milioni e nel 70% dei casi si tratta di pazienti in età pediatrica. In base ai dati del Registro Nazionale Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti e ogni anno sono circa 19.000 i nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie diffuse in tutta la penisola. In Europa, secondo i dati della Commissione europea, sono circa 30 milioni le persone con malattie rare.

Il Salento, in Puglia, è terra contesa tra due mari, battuta dal vento e crocevia di eroi, guerrieri o semplicemente di popoli in fuga. Le vie marittime del passato hanno influenzato queste terre, determinando rapporti, scambi commerciali e reciproche influenze. Una vocazione marittima confermata dai risultati ottenuti grazie alla ricerca archeologica subacquea del secolo scorso e le cui testimonianze (reperti) sono tutt’oggi oggetto di studio e a disposizione dei visitatori più curiosi.

Con queste premesse, all’interno di antichi borghi marinari, è ancora possibile stupirci e conoscere realtà formidabili, che ci riportano indietro nel tempo accompagnandoci in viaggi immaginari nel passato. Una di queste è il Museo del Mare Antico di Nardò (Lecce), città di antichissime origini che si estende fino al confine con la zona di Taranto. Il Museo del Mare Antico di Nardò è una finestra sulla storia del Mar Mediterraneo, un’unica grande sala espositiva attraverso la quale è possibile “navigare” a ritroso nel tempo, conoscere tecniche di pesca, modelli di società e piccoli aneddoti sui popoli che ci hanno preceduto. Il Museo, la cui gestione è oggi affidata all’Associazione The Monuments People, è un piccolo gioiello che nasce grazie alla collaborazione tra Comune, Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e Dipartimento per i Beni Culturali dell’Università del Salento. Oggi ospita importanti reperti di età romana provenienti da indagini archeologiche effettuate nel mare e lungo la costa neretina. Skipper del mio viaggio virtuale è stata la dott.ssa Oda Calvaruso, che, con puntualità, semplicità e tanta passione, mi ha accompagnato attraverso i mari a volte poco noti dell’antichità.

L’area museale è ben organizzata, funzionale e in grado di offrire al visitatore un’esatta riproduzione di antiche società. L’obiettivo è raggiunto grazie anche alla presenza di plastici, indispensabili per associare gli straordinari ritrovamenti esposti alle loro modalità di utilizzo, ad usi e costumi delle popolazioni che colonizzarono queste terre fra il II sec. a.C. e il III sec. d.C. Le riproduzioni che colpiscono maggiormente si riferiscono al sito archeologico di Frascone, nella Palude del Capitano, dove la sequenza stratigrafica e le evidenze messe in luce permettono di ipotizzare l’esistenza di un edificio (villa) detto del “Veterano”, databile al II secolo a.C., e di un villaggio di pescatori risalente alla seconda metà del III sec. d.C. La Villa del Veterano, di cui non si conoscono le dimensioni reali, fu edificata in età tardo repubblicana su un insediamento preesistente (forse una fattoria ellenistica). La villa era probabilmente specializzata nella produzione di vino e olio sia per autosussistenza sia per commercio. Particolarmente interessanti sono i frammenti di dolia, grandi contenitori in terracotta, che venivano utilizzati per custodire le derrate alimentari nei magazzini. All’interno del sito, nei pressi della facciata verso il mare, è stato trovato il “tesoretto monetale”, un gruzzolo seppellito volutamente all’interno di un vasetto in ceramica, rotto intenzionalmente nella parte superiore per inserirvi una grande quantità di monete d’argento: 125 monete d’argento, di cui 122 denari e 2 quinari romano-repubblicani e un denario emesso in Africa a nome del re Giuba di Numidia. Le monete risalgono a un periodo compreso tra la metà del II secolo a.C. e il 44 a.C.; appartenevano con tutta probabilità a un soldato impegnato nella spedizione di Cesare in Africa che si concluse con la sconfitta a Tapso di Giuba I di Numidia e dei suoi alleati pompeiani. Il militare, per motivi non noti, non tornò mai più a riprendersi il tesoretto e la villa probabilmente fu abbandonata. Nella seconda metà del III sec. d.C. il sito viene occupato di nuovo, ma con tutt’altra funzione: abitazioni molto semplici, a un solo ambiente, affiancate e modulari, realizzate con muri a secco in pietrame non squadrato, pavimenti in terra battuta e pareti rozzamente intonacate. Pesi da rete in ceramica e in piombo, ami in bronzo e chiodi a sezione quadrata da carpenteria navale rivelano che i suoi abitanti erano dediti alle attività di pesca.

L’insediamento sembra identificabile con uno di quei villaggi “di servizio” al territorio che punteggiano le coste del Salento in età romana, le “appendici costiere”. Seguono settori dedicati ad utensili e tecniche di pesca, conchiglie, patelle e gusci di molluschi utilizzati a scopo ornamentale per la creazione di bracciali e collane. In fondo alla sala è presente “una fetta di nave” con anfore la cui integrità trae in inganno. Non si tratta infatti di riproduzioni, ma di materiale recuperato in mare e perfettamente conservato: parliamo di oggetti “custoditi” dal relitto di Santa Caterina, una nave mercantile del II secolo a.C. situata a circa 300 m dalla costa di Punta dell’Aspide (Santa Caterina di Nardò), a una profondità di ca. 22-23 m. I resti della nave romana, individuati nel 1982 dal nucleo dei Carabinieri di Gallipoli, si presentavano adagiati sul fondo sabbioso, inclinati e poggiati su un lato, con un carico di anfore greco-italiche sparse su una superficie di 20x5 metri. Le anfore, di tipo greco-italico tarde, probabilmente di produzione locale (capacità massima fino a 36 litri) erano utilizzate per il trasporto di vino. Attualmente il relitto è coperto da sacchi di sabbia e da una rete metallica per proteggerlo da attività clandestine. Quanto appena descritto, non esaurisce gli argomenti, ma soprattutto non sostituisce la professionalità dello staff del museo, per cui l’invito è di visitare il Museo del Mare Antico di Nardò unitamente alle bellezze di questa straordinaria città del Salento.

 

Articolo di Fabio Dal Cin, pubblicato nel numero di settembre-ottobre 2022 della rivista "Lega Navale"

Foto: The Monuments People APS

 

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È stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Animals MDPI un lavoro del team italiano composto da Rosario Balestrieri e Claudia Gili della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Flavio Monti dell’Università di Siena, Emiliano Mori e Andrea Viviano del CNR IRET e Roberto Vento dell’Università di Palermo. Si tratta di un’indagine molto particolare sulla recente irruzione della gazza marina (Alca torda) – un uccello tipico dell’Atlantico settentrionale e dei mari del nord che nelle sembianze ricorda un pinguino – nei nostri mari e del ruolo dei social network nel monitoraggio di questo fenomeno.

Il gruppo di lavoro ha cercato nelle varie lingue e sui vari social network i post che documentavano la presenza della specie, consultando le banche dati di Citizen Science e diffondendo un form di raccolta dati tra i soci della Lega Navale Italiana. La ricerca ha descritto il movimento di irruzione di un imponente numero di individui di questa specie, che in modo anomalo hanno svernato nel Tirreno, spingendosi nel Canale di Sicilia, Mar Ionio, Adriatico fino a raggiungere a est la Grecia e a sud numerosi siti del Nord Africa. In alcuni di questi territori la specie non era mai stata rilevata, in altri non veniva osservata da circa un secolo. L’anomala presenza è stata facilmente rilevata anche dai cittadini privi di conoscenze ornitologiche, che in alcuni casi, non sapendo cosa potesse essere, hanno postato sui social foto dell’animale chiedendo informazioni al web.

Questa dettagliata raccolta dati ha consentito di produrre un quadro più chiaro sulla presenza e distribuzione di questa specie, facendo registrare un massimo di 747 individui in un sol giorno in Italia, nel tratto di costa che va dalla Liguria alla Calabria.

 

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FOTO: Rosario Balestrieri e Michelangelo Ambrosini

Si è concretizzata lo scorso 14 febbraio, con una circolare del board di World Rowing, l'assegnazione all'unanimità del Mondiale di Coastal Rowing e delle Finali di Beach Sprint per il 2023 al Comitato Organizzatore Locale di Barletta, di cui fa parte anche la Sezione LNI della città pugliese.

“La competizione si svolgerà lungo le rive del Mare Adriatico e l'emozionante natura del canottaggio costiero si adatterà perfettamente a questo ambiente.  Non vediamo l'ora di lavorare con il comitato organizzatore per rendere questo evento davvero memorabile", ha dichiarato il Presidente del World Rowing Jean-Christophe Rolland.

Due appuntamenti che caratterizzeranno il Lungomare Pietro Mennea presumibilmente tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre. Barletta ha ottenuto questo riconoscimento anche grazie ai due campionati italiani di Beach Sprint organizzati nel 2021 e 2022, alla serietà e professionalità dimostrata dalla Sezione LNI di Barletta, da tutti i componenti del COL e al sostegno dell’Amministrazione Comunale.

 

FOTO: World Rowing

Il 7 febbraio si celebra il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete. Si tratta di una giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi legati ad un uso scorretto di Internet e dei media digitali. L’appuntamento, promosso dalla Commissione Europea, è nato nel 2004 per educare soprattutto i più giovani all’uso consapevole della Rete ed è cresciuto negli anni attraverso numerose iniziative in oltre cento nazioni in tutto il mondo.

Nel maggio 2022 la Commissione europea ha adottato una nuova strategia per "un Internet migliore per i più giovani" (Better Internet for Kids, BIK+), con l'obiettivo di migliorare i servizi digitali adeguati all'età e garantire che ogni bambino sia protetto, responsabilizzato e rispettato online.

In occasione del Safer Internet Day 2023, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha promosso una giornata di riflessione sui temi della sicurezza in Rete, presentando i dati della ricerca realizzata da “Generazioni Connesse” sulla quantità e sulla qualità delle ore passate in Rete dalle ragazze e dai ragazzi in Italia, che quest’anno ha coinvolto 3.488 studentesse e studenti delle Scuole secondarie di I e II grado. Secondo quanto emerge nello studio, lo svago è ciò che porta i più giovani sui social network. Tra chi usa Internet per informarsi, 4 su 10 lo fanno attraverso il feed social, mentre solo 1 su 4 si orienta principalmente verso i siti di news. Inoltre, dopo la pandemia, gli adolescenti hanno iniziato a ripensare il proprio rapporto con le nuove tecnologie, a partire dal tempo speso online e dalle finalità d’uso, sempre più costruttive e meno “ludiche”. Rispetto agli anni passati, c’è un’ulteriore diminuzione di coloro che affermano di essere connessi oltre 5 ore al giorno: oggi sono il 47%, contro il 54% del 2022 e il 77% del 2021.

Come evidenziato nelle Linee guida per la comunicazione della LNI 2021-2023, i mezzi di comunicazione digitale sono fondamentali nella diffusione di un'informazione efficace e nella promozione dei valori istituzionali dell'Associazione. L'uso consapevole di Internet e dei social network, in particolare tra i giovani soci, è fondamentale per promuovere il senso di comunità e lo spirito di inclusione che anima da sempre la Lega Navale Italiana anche negli spazi digitali, sempre più centrali oggigiorno nelle relazioni personali e sociali.

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