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Cambio di sede per la Lega Navale Italiana di Varese. Domenica 26 gennaio, alle ore 15:45, si terrà infatti l’ammainabandiera all’ex caserma austriaca di Via San Michele 7, che ospita il sodalizio dal 2008.

Michele Ferraioli (Presidente della sezione di Varese della Lega Navale Italiana), ha dichiarato: “Abbiamo favorito la socializzazione attraverso regate, raduni, gemellaggi con altri circoli ed anche incontri e seminari culturali, legati spesso al territorio del quale ci siamo sentiti parte integrante. Finito oramai questo legame con Laveno, desideriamo celebrare questi anni con una cerimonia ufficiale di chiusura alla presenza delle autorità e degli altri circoli del Verbano».

Nel corso della cerimonia, ha precisato il Presidente Ferraioli, verranno anche date indicazioni sulla prossima destinazione per la sede della sezione.

A Milano un secondo appuntamento con il docu-film "La voce del mare". L’appuntamento è fissato per lunedì 11 novembre alle ore 21.00, presso il cinema di Mare Culturale Urbano (Via Gabetti, 15). Fabio Dipinto è un giovane regista che ha "girato" il mediterraneo in barca a vela ed ora racconta il legame che da sempre ci unisce al mare.

La Voce del Mare - da un’idea di Marco Simeoni, regia di Fabio Dipinto – è un film documentario che intende raccontare, da diverse angolazioni e punti di vista, le emozioni universali e il rapporto che l’uomo ha instaurato con il mare.

Perché da millenni l’uomo si relaziona in innumerevoli modi al mare? Qual è il filo invisibile che li tiene uniti? Partendo da queste domande il film dà vita a un percorso di ricerca nelle profondità dell’animo umano e del Grande Blu. Attraverso un lungo viaggio in barca a vela nel cuore del Mediterraneo e nei mari del Nord, il docufilm vuole essere un inno d’amore verso il viaggiare lento e il costruire se stessi.

Primo giorno di lavori per l’Assemblea Generale dei Soci della Lega Navale Italiana, alla presenza di oltre 120 Delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza delle Strutture Periferiche.

Presso la sede sociale della Sezione L.N.I. di Trani, il Presidente Nazionale, Amm. Maurizio Gemignani, ha illustrato ai presenti la relazione annuale. «I risultati finora conseguiti – ha dichiarato Gemignani – sono sicuramente incoraggianti, anche se c’è ancora qualcosa da sistemare. Per far sì che la situazione della Lega Navale Italiana sia sempre più rosea, bisogna prestare attenzione alle varie normative che circondano e regolamentano il nostro mondo. La buona volontà da parte di tutti – ha concluso il Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana – è la strada maestra da perseguire».

Successivamente il Direttore Generale, Amm. Gabriele Botrugno, ha presentato la relazione amministrativa ed il bilancio previsionale 2020, dichiarando: «Nella stesura di questo bilancio si è pensato di modificare l’orientamento seguito negli ultimi anni nella distribuzione delle risorse a favore delle Strutture Periferiche, per far si – attraverso la predisposizione di un numero maggiore di attività a carattere nazionale e la distribuzione di materiale promozionale nelle scuole e durante le manifestazioni – che la Lega Navale Italiana diventi sempre più conosciuta. L’obiettivo è quello di diffondere ed accrescere – particolarmente tra i giovani – l’amore per il mare, la conoscenza dei problemi marittimi, la tutela dell’ambiente marino e la partecipazione alle attività marinare. Attività ed impegni che stanno coinvolgendo, sempre più, anche associazioni e realtà legate al mondo della disabilità. In questo modo – ha concluso Botrugno – sarà possibile creare le basi per far crescere il numero dei soci e la presenza della Lega Navale Italiana nel tessuto sociale».

La giornata di domani sarà dedicata al momento più importante della tre giorni: l’elezione dei  componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, che dovrà essere rinnovato a maggio del prossimo anno, per scadenza del mandato triennale.

Per il nono anno consecutivo la Lega Navale Italiana Sezione di Cirò Marina ha organizzato il tuffo di Capodanno. Tra i 15 partecipanti dell’edizione 2020, tenutasi la mattina del 1 gennaio nelle acque antistanti la città calabrese, anche una bambina di 10 anni.

Come da tradizione, il tuffo è stato accompagnato dalla banda musicale e supervisionato dai volontari della Misericordia per quel che riguarda l’assistenza sanitaria. Ai partecipanti è stata donata una borsa contenente un calendario, vino Cirò e gadget della Lega Navale Italiana.

Grande successo per la prima edizione della della “Roma Canoe Marathon – Pagaiando per l’Ambiente”, che lo scorso week end ha radunato sul Tevere centinaia di canoe, kayak, sup, dragon boat, gommoni da rafting, imbarcazioni singole e multiposto. Moltissimi i presenti, tra gareggianti e curiosi, che hanno assistito alla gara agonistica (14 km), contestualmente alla discesa amatoriale con partenza da Ponte Milvio ed arrivo a Castel Sant’Angelo.

Partecipazione importante per la Lega Navale Italiana, che ha partecipato con una rappresentanza di iscritti della Sezione di San Benedetto del Tronto e di Rieti – Lago del Turano, impegnati nella discesa in canoe.

Una grande partecipazione di appassionati, agonisti o semplici curiosi, per testimoniare l’amore verso un fiume che – a detta degli studiosi – risulta essere il più importante al mondo sotto l’aspetto culturale e storico. Un messaggio di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente e in particolare delle acque.

Si è aperta a Trani, con la cerimonia di inaugurazione presso il Cinema Teatro “Impero”, l’Assemblea Generale dei Soci della Lega Navale Italiana.

L’organo di vertice dell’Associazione – che delibera con potere sovrano sulle linee programmatiche generali dell’Associazione, sulle politiche generali di pianificazione, sulle proposte di eventuali modifiche, aggiunte o varianti allo Statuto sociale, sul bilancio di previsione ed sul rendiconto generale e, infine, elegge i membri del Consiglio Direttivo Nazionale – è stato inaugurato dal Presidenze Nazionale della LNI, Amm. Maurizio Gemignani, che ha dichiarato: «Ringrazio la città di Trani per aver ospitato l’evento principale per la vita della nostra associazione. In questi giorni verranno prese decisioni importanti per la Lega Navale Italiana, che si sta avviando, di nuovo, verso una strada più retta; ma non basta. Bisogna lavorare tutti insieme per vigilare e promuovere il corretto funzionamento della nostra associazione».

A fare gli onori di casa è stato Giuseppe D’Innella (Presidente della sezione di Trani della LNI): «Sono orgoglioso di ospitare un evento così importante nella nostra splendida città. Noi, come Lega Navale Italiana, siamo i custodi di un’importanze cultura marinaresca che va coltivata».
Presenti anche Fabrizio Ferrante (Presidente del Consiglio Comunale di Trani), Pasquale De Toma (in rappresentanza della Provincia Barletta-Andria-Trani), Domenico Santorsola (Consigliere Regionale della Regione Puglia) e l’Amm. Div. Salvatore Vitiello (Comandante Marina Sud, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare).

I lavori veri e propri prenderanno il via venerdì 18 ottobre, presso la sede sociale della Sezione L.N.I. di Trani, con la relazione annuale da parte del Presidente Nazionale, Amm. Maurizio Gemignani, seguita dalla relazione amministrativa e presentazione del bilancio previsionale 2020, da parte del Direttore Generale, Amm. Gabriele Botrugno.

La giornata di sabato 19 ottobre sarà dedicata ad un momento importante: l’elezione dei  componenti del Consiglio Direttivo Nazionale, che dovrà essere rinnovato a maggio del prossimo anno, per scadenza del mandato triennale.

Una tre giorni caratterizzata da grande partecipazione, con oltre 120 Delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza delle Strutture Periferiche. Un appuntamento cruciale per la vita del sodalizio marinaro più importante d’Italia.

Nelle more della definizione dell’Atto di Governo n. 101, che introduce nuove disposizioni relative alla figura dell’Istruttore Professionale di Vela, così come previsto dalla riforma del Codice della Nautica da Diporto, di cui al D.Lgs. 229/2017, riproponiamo un interessante approfondimento della tematica ad opera del Prof. Roberto Pujia, Direttore del Centro Culturale L.N.I. per la Scienza, la Formazione e la Cultura Nautica.

L’articolo, già pubblicato sulla Rivista “LEGA NAVALE” del Marzo-Aprile 2018, rispecchia fedelmente la posizione della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana e viene qui riproposto quale stimolo di riflessione.

 

La legge 7 ottobre 2015 n. 167 delega al governo la riforma del codice della nautica da diporto. L’art. 49 quinquies, al fine di trasmettere le conoscenze e le abilità necessarie a navigare a vela, istituisce la figura dell’istruttore di vela la cui attività è definita come una pratica “professionale” ancorché svolta non necessariamente in forma esclusiva  e/o continuativa.

Specifica, poi, che le conoscenze e le abilità che l’istruttore di vela deve possedere e saper trasmettere sono le tecniche della navigazione a vela…. Non solo: deve anche possedere e saper trasmettere queste tecniche in tutte le loro specializzazioni ed esercitate con qualsiasi tipo di unità.

C’è da spaventarsi e da indugiare sul sospetto che il legislatore possa forse essersi fatto prendere un poco la mano, nel gettare sulle spalle del povero istruttore di vela un compito così vasto e pervasivo. Un compito che, se non temperato da qualche saggia forma di interpretazione, farebbe tremare Cristoforo Colombo, Straulino e Tabarly!

E’, quindi, ragionevole pensare che nella transizione dalla sfera dei principi all’applicazione pratica si interporrà, così come avviene per tanti provvedimenti normativi, la preziosa funzione mediatrice del regolamento di applicazione.

La legge dettaglia (artt. 49 quinquies e 49 sexies), in maniera particolareggiata, i requisiti formali e psico-fisici che deve possedere l’istruttore di vela e le condizioni alle quali sono subordinati il mantenimento e il rinnovo della qualifica. Meno articolato appare, invece, il testo per quanto attiene al contenuto disciplinare concreto e alle abilità che compongono le tecniche della navigazione, le specializzazioni e i tipi di unità. 

Sappiamo che si può andar per mare in molti modi e con scopi diversi. Quella che chiamiamo genericamente cultura del mare è infatti un arcipelago talmente vasto di competenze, pratiche e modi di utilizzo dei natanti, frutto della stratificazione di secoli di pratica di vita sul mare e che, come ogni forma del rapporto dell’uomo con la natura e con la tecnica, ha subito e continua a subire processi di articolazione e specializzazione in funzione degli scopi e degli orientamenti specifici. Tanto vasto da renderne difficile una rappresentazione complessiva in un testo che ha ovviamente limiti oggettivi.

In altre parole, il modo di andar per mare e a vela di un esploratore delle coste, di un marinaio della Marina Militare, di un pescatore e quello di un atleta, pur condividendo fondamenti, conoscenze e abilità che costituiscono le condizioni necessarie di una pratica sicura e rispettosa dell’ambiente, si differenziano proprio in ragione degli scopi primari del rapporto con il mare e con la vela e rappresentano forme diverse complementari – e non alternative – per interpretare le tecniche delle navigazione a vela.

Chi istruisce gli istruttori e come

La legge individua nella Marina Militare, nella Lega Navale Italiana e nella Federazione Italiana della Vela i soggetti cui, in forma elettiva anche se non esclusiva, viene demandato il compito di preparare l’Istruttore Professionale di Vela.

Tre enti dotati di straordinari patrimoni di conoscenze, esperienze e risorse umane i quali, proprio in ragione delle tradizioni e degli scopi statutari specifici di ciascuno, interpretano e sostanziano la competenza velica, ponendo l’accento su aspetti specifici dell’andar per mare a vela. Una varietà che costituisce una grande ricchezza da conservare e tramandare.

Avremo un impoverimento se nel caratterizzare, attraverso le disposizioni specifiche del regolamento applicativo, il contenuto di conoscenze ed abilità del futuro Istruttore Professionale di Vela, costruissimo il suo profilo alla luce dello specifico accento che nel corso della sua storia, ciascuna delle tre organizzazioni ha impresso alla teoria e alla pratica della vela.

Più saggio, costruire tale profilo tecnico e didattico dotandolo di una componente necessaria, costituita da quelle conoscenze essenziali alla corretta e sicura condotta dell’imbarcazione a vela, e una componente, diciamo così, caratterizzante opzionale, costituita dallo specifico focus che ciascuna organizzazione, nel corso della sua storia, ha distillato, costruendo quello specifico accento che caratterizza gli scopi statutari di ciascuna organizzazione.

Un compito certamente non facile, ma non impossibile, se guidati da un orientamento teso a conservare e trasmettere il meglio che ciascun Ente è stato capace di costruire, allo scopo di mantenere l’identità nella diversità.

E questo ci porta a rivolgere l’attenzione ai meccanismi destinati alla definizione e comparazione dei contenuti, rappresentati fondamentalmente dal richiamo ai sistemi dei crediti.

La normativa richiama, a questo proposito, il sistema SNaQ, il quale, tuttavia, richiede di essere ben compreso nella sua struttura e nelle sue finalità e sul quale è possibile si annidino alcuni pericolosi equivoci.

In estrema sintesi, al momento della definizione dettagliata dei diversi livelli progressivi della figura dell’Istruttore di Vela (l’Istruttore di Vela Base, l’Istruttore di Vela Costiera e l’Esperto Velista) e dell’utilizzo nella valutazione delle competenze e del carico di lavoro col sistema dei crediti, occorre essere consapevoli che il SNaQ dovrà essere utilizzato con saggezza, rammentando soprattutto come ogni sistema di crediti sia uno strumento nato per poter tradurre e misurare capacità e saperi che nascono da contesti specifici, talvolta diversi, che richiedono di essere armonizzati e non rigidi apparati contenutistici.

Il nesso apparentemente necessario fra l’uso del sistema dei crediti e la particolare curvatura che di questo sistema dà il CONI, è qualcosa su cui riflettere con prudenza e attenzione. Tutti o quasi, i sistemi di valutazione in termini di crediti accademici e professionali derivano dall’ECTS (European Credit Transfer System), nato in ambito accademico come un sistema di misura del carico di lavoro, ma non come un descrittore di contenuti. Così come l’indicazione di una misura non determina di per sé la natura dell’oggetto misurato (l’atto di misurare la balumina di una randa non ci dice di che materiale è fatta quella randa), l’adozione di un sistema di crediti non determina di per sé il contenuto di conoscenze e di abilità il quale dovrà, invece, essere descritto e determinato indipendentemente, per così dire, in altro contesto e sulla base di considerazioni contenutistiche e non di misura.

Per uscire da quelli che possono apparire (ma non sono!) aspetti esclusivamente formali – comunque molto rilevanti, perché sostanziano la logica sottesa ai contenuti – e tornare alla sfera del concreto compito di preparare gli istruttori di vela professionali, abbiamo detto che ci sono molti modi di andare per mare e a vela. Si può andare per mare perché si desidera la competizione o si può andare per contemplare la natura. La competizione è un’ottima cosa e il CONI, ad esempio,  è orientato, come tutti sanno, alla competizione, ma deve essere chiaro che la competizione è uno, ma non l’unico approccio con l’attività velica. E quindi, il nesso biunivoco che sembra esserci fra il sistema dei crediti e l’agonismo è tutt’altro che l’unico possibile.

Tutti i sistemi di crediti adottati in Europa nascono fondamentalmente dalla necessità di armonizzare, non di appiattire su uno solo, pratiche di formazione e istruzione in vista della libera circolazione dei cittadini e la possibilità di esercitare nei diversi Paesi dell’Unione le attività e, soprattutto, rendere riconoscibili e traducibili, ancorché non identici, titoli di studio e competenze professionali. Dunque, un sistema di lettura assai duttile.

Quindi, se è perfettamente legittimo che nella preparazione dei propri atleti in vista della competizione, compito istituzionale del CONI, esso adotti un sistema di crediti, ciò non significa che l’utilizzo dei sistemi di crediti sia legato in sé biunivocamente all’agonismo. Sia chi va per mare per diletto, sia chi lo fa per competere in regata, deve saperlo fare in sicurezza e con competenza, ma così come non è una condizione necessaria la presenza di un avversario concorrente per fare una veleggiata, è altrettanto vero che tanto chi veleggia quanto chi regata deve sapere come si conduce correttamente e in sicurezza un’imbarcazione.

I crediti e i conseguenti sistemi sono modelli interpretativi, non normativi del reale. Non sono il contenuto, ma il sistema di misurazione del contenuto.

Concludendo queste considerazioni di principio, ritengo che la L.N.I., nel preparare i percorsi formativi dei propri esperti velisti, non stia necessariamente producendo il percorso di un tecnico sportivo orientato all’agonismo, quanto piuttosto quello di un istruttore che conosce e insegna, a vari livelli, la pratica velica e che tale pratica velica può essere orientata in più di una direzione. 

Se lo scopo fosse stato quello della perfetta identità, non ci sarebbe stato bisogno di alcun sistema di comparazione e traduzione, quale quello dei crediti.

Nella costruzione del piano didattico e nel profilo della progressione dei vari livelli di competenza, sarà necessario dedicare una scrupolosissima attenzione ai contenuti e alla didattica, consapevoli che ci sono molti possibili velisti ed esperti velisti oltre il più che legittimo atleta e campione sportivo. E forse non farebbe male ricordare che il significato originario del termine “sport” non rinvia necessariamente ed esclusivamente alla competizione, alla gara e neanche necessariamente alla sola attività ginnico-fisica, ma al diporto, come nell’espressione “fare qualcosa per sport”, ossia ad una attività il cui fine è intrinseco: è il piacere in sé e il divertimento individuale tutto interno e privo di interessi pratici economici: fare qualcosa per sport è un poco come l’arte per l’arte!

La barca a vela come inclusione e opportunità di rilancio. Questa è l’idea al centro del progetto ideato dall’Architetto Sandro Dattilo, presidente della sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana, che ha partecipato all’ultima Barcolana con la “Evai”. La particolarità sta nell’equipaggio: tre ragazzini del carcere minorile di Reggio Calabria, addestrati per mesi dagli uomini della Lega Navale locale per apprendere le regole del mare e partecipare alla regata più grande del mondo. Il tutto a bordo di uno sloop di 12 metri, confiscato alla criminalità organizzata e rimasso a nuovo dai soci della Lega Navale a loro spese.

«Un progetto – ha dichiarato Dattilo a Leganavalenews.it – per il quale abbiamo trovato le energie e avuto il nulla osta dal ministero della Giustizia». Anche la storia dell’imbarcazione, va sottolineata: «Fino al 2014 era stata utilizzata per la tratta umana. Trasportò dalla Turchia ben sessanta disperati, in uno spazio che è piccolo anche solo per noi, e l'ultima sera una donna aveva persino partorito a bordo. Oggi la stessa barca, da strumento di morte che era, restituisce la speranza a questi giovanissimi ragazzi che possono ancora cambiare il loro futuro», ha spiegato Dattilo.

Parlando di come questi ragazzi, tra i 14 ed i 21 anni, si sono approcciati all’esperienza, Dattilo ha precisato che «l'addestramento ha preso il via a giugno. Ho rinunciato a tutte le mie ferie estive per consentire a questi ragazzi di vivere un’esperienza che si porteranno dentro a lungo e, soprattutto, che ha insegnato loro che la vela significa rispetto delle regole. All'inizio durante le lezioni erano un po' strafottenti, guardavano più i loro passatempi elettronici che il mare. Io li ho trattati da marinai, duramente nella disciplina ma con il rispetto che è dovuto a tutti gli uomini. Ora sono un vero equipaggio».

Nonostante il progetto fosse stato aperto a sette ragazzi, alla fine dell'addestramento solo Mustafà, Alessandro e Antonio hanno avuto le autorizzazioni per salpare alla volta di Trieste. «Siamo partiti da Reggio Calabria – racconta Dattilo – e attraverso cinque tappe abbiamo risalito l’Adriatico, puntando Trieste. E’ stata un’esperienza indimenticabile, anche perché da Venezia ho simulato un malore, lasciando il totale controllo ai ragazzi: se la sono cavati alla grande!»

L’obiettivo per il futuro, conferma un emozionato Dattilo, è quello di «rinnovare ed ampliare questa iniziativa». Una speranza di vita nuova, magari vista mare, è possibile per tutti.

Tramontana, bella tesa a 12 nodi in partenza ma poi calata, mare calmo e cielo coperto, con luce che lasciava a desiderare per le foto… beninteso non è una lamentela, viste la previsioni di bonaccia circolate in settimana e soprattutto  il groppo di pioggia durato tutta la mattina a poco più di quattro miglia a levante.

Questo lo scenario, davanti ad Albisola, della Regata della Giornata nazionale di Colombo, organizzata dalla Lega Navale savonese ed abbinata, come tradizione, alla manifestazione “Navigando contro il male”, che quest’anno ha devoluto le quote di iscrizione alla sezione di Savona della Croce Rossa Italiana.

Partenza in boa con mura a sinistra per Roby-&-14, che ha coperto in 10 minuti il bordeggio di quasi un miglio del primo lato di bolina, per poi continuare ad allungare indisturbata completando in 55 minuti le quattro e miglia e mezzo dei tre giri del percorso.  Notevoli i distacchi delle avversarie della Divisione ORC, con i risultati in tempo corretto che assegnano la vittoria a Roby-&-14, Farr 40 di Massimo Scheroni, seguito da Escape, di Bisazza e Motta, entrambe barche portacolori dello Savona YC, con terzo posto per la piccola Sparviero, Fun di Alessandro Pedone del Mirage Windsurf Club di Albissola, che con il suo abbuono ha avuto la meglio su Piccola, GranSoleil 40 di Roberto Nasuti della LNI Savona.

Nella Divisione Gran Crociera, successo di Parthenope, Dufour 350-GL della LNI Varazze, che in tempo corretto ha prevalso su Gromit, Finngulf 37 di Luigi Pellini del Varazze CN, che in reale aveva preceduto l’avversaria di oltre 7 minuti.    

In Classe Libera ha vinto Fylla, Hanse 371 di Gianfranco Gaiotti del Savona YC, davanti a Fiore Blu, First 47.7 di Alfonos Sicignano del Varazze CN, con ottimo terzo posto della piccola sei metri Francy, Illimit al timone di Francesco Goinavi della LNI Savona, mentre E-andiamo, Sibma 20 di Armando Immer della LNI Savona, ha superato di 12 minuti in tempo corretto Cid, Sun 2500 di Alessandro Albertoni del SYC, che in reale l’aveva preceduta di 4 minuti.

La seconda Conferenza del 2019 "Ecomissione in catamarano", organizzata dalla sezione di Milano della Lega Navale Italiana, ha avuto ottimo riscontro: tre giovani velisti che hanno fatto il giro della Sardegna con un piccolo catamarano, per "pulire" il mare e le spiagge e lanciare un messaggio per l'ambiente.  Il racconto della loro esperienza, l'incontro con la gente che li ha accolti, il loro entusiasmo, le peripezie a bordo di un formula 18 che ha circumnavigato la Sardegna a tutta velocità.

Tutto è nato quest'anno prima dell'estate come ci hanno raccontato  i tre protagonisti nella serata dedicata al loro viaggio, tra i quali troviamo Alberto Brioschi, Istruttore di Lega Navale Italiana Milano. 

I tre velisti nell'estate 2019 hanno girato tutte le coste della Sardegna con lo scopo di "raccogliere" i rifiuti che trovavano in mare e sulla costa e per sensibilizzare le persone che incontravano durante il loro viaggio. Un catamarano Formula 18,  23 giorni di viaggio,  24 anni di età media e ....un  sogno realizzato! Una forte testimonianza , per affrontare il tema della protezione dell'ambiente in modo costruttivo e divertente e per parlare di navigazione  nel nostro stupendo mare.

Si è conclusa a Trani l’Assemblea Generale dei Soci della Lega Navale Italiana. Dopo una tre giorni ricca di lavori e di interventi, con oltre 120 Delegati provenienti da tutta Italia in rappresentanza delle Strutture Periferiche, si è tenuta l’elezione dei  componenti del Consiglio Direttivo Nazionale.

Gli eletti che andranno in carica dal mese di maggio 2020, vista la scadenza del mandato triennale per il vecchio Consiglio, sono Umberto Verna (Consigliere della Sezione di Chiavari-Lavagna), Raffaele Mancuso (Vicepresidente della Sezione di Marzocca) e Roberto Galasso (Presidente della Sezione di Brindisi).

Soddisfatto della buona riuscita dei lavori il Presidenze Nazionale della LNI, Amm. Maurizio Gemignani. «Questa tre giorni è stata la dimostrazione di come l’Assemblea Generale dei Soci, quando viene chiamata in causa, riesce sempre ad esprimere il meglio.
La nostra Associazione – ha chiarito l’Amm. Gemignani – è come un bastimento disincagliato da poco. I giovani, senza dubbio, saranno coloro che daranno il contributo maggiore per il futuro della Lega Navale Italiana».

Parlando degli scenari futuri, l’Amm. Gabriele Botrugno (Direttore Generale della Lega Navale Italiana) ha voluto porre l’attenzione su alcuni progetti. «Il nostro intento, attraverso la figura dei Delegati scolastici, è quello di incontrare le scuole per un’opera di proselitismo e, quindi, portare le nuove generazioni all’interno della Lega Navale Italiana. I giovani devono essere avvicinati alla nostra realtà e questo – precisa l’Amm. Botrugno – può avvenire attraverso corsi di vela, di canoa e dei moltissimi altri sport che il mare mette a disposizione di tutti. I corsi, ovviamente, devono essere gratuiti; non possiamo pensare di avvicinare i giovani alla cultura marinaresca chiedendogli, soprattutto in un periodo difficile come questo, di pagare un corso sportivo.
Il giovane va curato, inquadrato ed educato alla cultura marinaresca. Questo è sicuramente un metodo attuabile: far capire alle giovani generazioni quanto sia bello l’associazionismo, il mare e soprattutto i sacrifici che quest’ultimo richiede».

L’Amm. Botrugno, poi, ha specificato come lo stesso discorso vada portato avanti anche per quel che riguarda le associazioni che si occupano disabilità. «Noi, come Lega Navale Italiana, stiamo attuando molte iniziative in tal senso, contattando anche il Comitato Internazionale Paralimpico. La nostra Associazione, del resto, organizza anche dei campionati di vela per disabili, come quelli per la classe Hansa.
Occupandoci del sociale, inoltre, andiamo anche a coprire quelle classi meno abbienti che, a fronte di alcuni problemi economici, non possono permettersi di avvinarsi al mondo del mare. La Lega Navale Italiana vuole superare ogni barriera, consentendo a tutti, senza esclusione di età e classe sociale, di avvicinarsi alla cultura nautica».

A conferma di un impegno nel sociale della Lega Navale Italiana, a margine dell’Assemblea Generale dei Soci, la Sezione di Trani – in collaborazione con il WWF e l’Ufficio Ambiente della Presidenza Nazionale LNI – ha liberato in mare un esemplare di tartaruga caretta. Un forte gesto, alla presenza di circa 50 alunni delle scuole elementari, che rimarca l’impegno continuo della Lega Navale Italiana sulle delicate tematiche ambientali.

 

 

DIDASCALIA FOTO

Da sinistra a destra: Umberto Verna (Consigliere della Sezione di Chiavari-Lavagna), Raffaele Mancuso (Vicepresidente della Sezione di Marzocca) e Roberto Galasso (Presidente della Sezione di Brindisi)

La Lega Navale Italiana e la Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per dare impulso alle attività sportive della disciplina del canottaggio con sedile fisso, con particolare riguardo al coinvolgimento degli atleti diversamente abili.

Le basi per l’accordo, teso a coordinare al meglio le attività che le due Associazioni possono svolgere insieme, sono state gettate durante l’incontro al Salone di Genova del 2018 tra il Presidente F.I.C.S.F. ed il Vice Presidente L.N.I., Amm. Piero Fabrizi e la firma del Protocollo d’Intesa è avvenuta a Roma, nella sede della Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana, da parte dei rispettivi Presidenti, il Dott. Marco Mugnani per la F.I.C.S.F. e l’Amm. Maurizio Gemignani per la L.N.I.  

L’accordo nasce quasi naturalmente, considerando le comuni finalità statutarie: da un lato, la L.N.I. ha lo scopo di diffondere la cultura del mare, con particolare riguardo alla promozione degli sport marinareschi, alla salvaguardia delle tradizioni del mare e all’avvicinamento al mare da parte dei meno fortunati e, dall’altro, la F.I.C. S.F. che, raccogliendo tutte le associazioni che praticano in Italia la voga a sedile fisso e la voga in piedi, a tutti i livelli, oltre a promuovere le attività sportive e agonistiche, custodisce il patrimonio storico-culturale costituito dalle imbarcazioni e dalle manifestazioni storiche, come, ad esempio, la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, il Palio del Tigullio e dell’Argentario, i lancioni a dieci remi di Taranto ed altre iniziative simili.

Tutte attività alle quali la L.N.I. partecipa già attivamente da tempo con le sue Strutture Periferiche – in qualità di organizzatori – e con i propri atleti, in veste di partecipanti.

In aggiunta, la F.I.C.S.F., fin dal 2002, ha realizzato una serie di imbarcazioni denominate “Happy”, le cui caratteristiche sono state studiate per consentire l’avvicinamento al mare e la pratica sportiva dei diversamente abili, che sono già in dotazione alle Sezioni L.N.I. di Chiavari-Lavagna e Genova Sestri. Il successo è stato tale da portare alla nascita di una nuova A.S.D. “Canottaggio per tutti”, che opera esclusivamente nell’ambito della disabilità ed è ospitata presso le strutture della Sezione L.N.I. di Genova Sestri Ponente.

Il Protocollo è quindi finalizzato a dare ulteriore impulso alla collaborazione, prevedendo che la L.N.I. metta a disposizione delle attività remiere le proprie strutture – oltre 250 in tutta Italia – e i propri soci, mentre la F.I.C.S.F. fornirà la consulenza dei propri tecnici in occasione dell’organizzazione delle manifestazioni remiere da lei patrocinate e istituirà corsi di preparazione per aspiranti istruttori nelle discipline dedicate ai diversamente abili, ai quali potranno partecipare i Soci della Lega Navale Italiana.