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Oggi si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, l’evento organizzato (dal 1992) da The Ocean Project e con World Ocean Network e riconosciuto (a partire dal 2008) dall’Onu.

L’edizione 2021 della Giornata ha come tema "Oceano: vita e sostentamento", che mira a sottolineare il ruolo del mare per la vitalità con produzione di ossigeno e cibo, oltre che per l'assorbimento della CO2. Quest’anno, inoltre, la Giornata Mondiale degli Oceani sostiene il movimento globale "30x30", che vuole arrivare a far dichiarare area protetta (nel 2030) almeno il 30% della superficie terrestre (terre e acque).

In una giornata così importante è giusto ricordare le due grandi minacce contemporanee per gli oceani: l'inquinamento da plastiche e il riscaldamento globale. Basti pensare che ogni anno finiscono in mare una media di 8 milioni di tonnellate di plastica. Secondo una ricerca del World Economic Forum, di questo passo nel 2050 negli oceani il peso complessivo della plastica supererà quello degli animali marini.

La minaccia del riscaldamento globale, invece, provoca il fenomeno della "acidificazione". L'aumento della CO2 in atmosfera fa aumentare questa anche nelle acque: 1/4 dell'anidride carbonica atmosferica finisce disciolta nelle acque. La CO2 in acqua si trasforma in acido carbonico, aumentando l'acidità. Questo impedisce ai gusci e alle conchiglie di formarsi, mettendo a rischio plancton, molluschi bivalvi, coralli, e tutta la catena alimentare che parte da loro, compresi pesci e crostacei mangiati dall'uomo.

 

FONTE: Ansa

E’ nata l’iniziativa “Adotta una spiaggia e partecipa al cambiamento”, la campagna di sensibilizzazione organizzata dall’associazione Mare Vivo in programma sabato 22 maggio in diverse località costiere. La Lega Navale Italiana di Peschici parteciperà all’evento sul tratto di spiaggia “Baia Jalillo”. Qui, volontari Mare Vivo e Soci LNI, si daranno appuntamento per ripulire la caratteristica insenatura.

Matteo Iacovelli e Sergio Afferrante, rispettivamente presidente di Mare Vivo Puglia e della Lega Navale Italiana di Peschici, hanno dichiarato: “Jalillo è un piccolo gioiello nascosto da un grosso masso roccioso ed è costituita da sabbia fine mista a ghiaia. È di facile accesso attraverso una passerella che la collega alla spiaggia della vicina Marina di Peschici. Perché adottarla? Questo tratto di costa si trova in prossimità dei laghi di Varano e Lesina, dove insistono stabilimenti per la mitilicoltura, purtroppo non attenti alla dispersione delle retine (calzette) utilizzate negli allevamenti stessi che, pertanto, si riversano sulle coste adiacenti, creando problemi di inquinamento marino e costiero. Purtroppo in inverno la spiaggia di Peschici viene invasa da queste calzette che rappresentano una grave minaccia per la fauna marina e non solo, visto che, nel tempo, si frammentano in microplastiche che entrano nella catena alimentare per arrivare fino all’uomo. Tra i rifiuti che invadono la spiaggia si possono trovare anche le cassette di polistirolo. Salviamo questo paradiso dall’invasione di calzette per la coltivazione delle cozze. Noi chiediamo semplicemente la pulizia manuale e periodica dai rifiuti e loro conferimento in discarica; posizionamento di cestini per la raccolta dei rifiuti; installazione di pannelli informativi; osservazione e rilievo di particolari emergenze come la presenza di rifiuti portati dal mare o lasciati dai turisti; acquisto di attrezzature o piccole imbarcazioni a remi per recuperare i rifiuti anche dal mare: queste le principali azioni che potremo mettere in campo grazie al sostegno di tutti, ad iniziare dal Comune di Peschici e dal Parco Nazionale del Gargano”.

Ancora magnifici avvistamenti per il Gruppo Pelagos della sezione L.N.I. di Finale Ligure. In varie uscite tra febbraio e marzo, infatti, il gruppo ha incrociato a largo della costa ligure un branco di tursiopi con diversi cuccioli al seguito.

I tursiopi hanno accompagnato l’imbarcazione – dove erano presenti Renzo Briano, Paola Pastorino e  Carlo Mamberto del Gruppo Pelagos della sezione L.N.I. di Finale Ligure – dal porto di Finale Ligure sino all’isola della Gallinara.

 

In occasione della giornata mondiale dell’ambiente la Sezione LNI di Livorno ha partecipato alla manifestazione dedicata alla pulizia dei fondali delle secche della Meloria, organizzata dall’Ente Parco di San Rossore e Massaciuccoli.

Con sei imbarcazioni a vela e con due gommoni, ha offerto una giornata in mare ai vincitori del concorso fotografico a tema ambientale, trasportando gli stessi a terra alla Meloria e contribuendo alla raccolta dei rifiuti.

Nella stessa giornata, presso lo Scoglio della Regina a Livorno, la Sezione ha gestito uno stand esponendo materiale sul tema ambientale e promuovendo la Lega Navale italiana.

“Fai anche tu la tua parte: per contrastare la presenza dei rifiuti che vedi sulle spiagge e che finiscono in mare, ogni tua scelta quotidiana è importante e può fare la differenza”. Con questo slogan Legambiente invita tutti questo week-end – 14, 15 e 16 maggio – a partecipare all’edizione 2021 di Spiagge e Fondali Puliti, la campagna di volontariato ambientale realizzata con il supporto di Eon, Novamont e Sammontana in qualità di partner principali e Virosac in qualità di partner. Una tre giorni importante segnata da una mobilitazione attiva lungo le coste e gli arenili della Penisola, ma anche lungo le sponde del Mediterraneo, e che riprende il via dopo lo stop del 2020 legato alla pandemia e alle misure del lockdown. Oltre 60 le iniziative in programma in 15 regioni italiane, tutte organizzate nel pieno rispetto delle normative anti-covid e consultabili sul sito di Legambiente, e che avranno per protagonisti volontari di tutte le età, famiglie e scolaresche, amministrazioni comunali e aziende che insieme all’associazione ambientalista ripuliranno le spiagge, ma anche le sponde di fiumi e laghi. Dalla pulizia dei lidi laziali (come quelle in programma sabato a Capocotta, nella spiaggia posta sotto la riserva regionale di Tor Caldara di Anzio e domenica a Castel Gandolfo) passando a quelli toscani (pulizia domenica in località San Vincenzo e a Marina di Cecina) e lucani (doppio appuntamento sabato e domenica a Maratea e a Policoro). E poi iniziative anche in Puglia (sabato lungo i lidi di Bari e Trani), Liguria (sabato a Genova Nervi) e in Veneto (sabato a Rosolina Mare), e in alcune regioni le attività di pulizia proseguiranno anche nei week-end successivi. Spiagge e Fondali Puliti 2021 sarà anche caratterizzato da un contest fotografico attraverso il quale Legambiente inviterà tutti a condividere su Instagram le foto del “bottino” di rifiuti con gli hashtag #CiPiaciUnSacco e #SpiaggeFondaliPuliti e taggando l’associazione ambientalista nei tuoi post! Le foto più simpatiche vinceranno una shopper in tessuto Ci Piaci un sacco!

In questo week-end dedicato al mare e alle spiagge, non mancheranno all’appello anche diverse associazioni di sub che ripuliranno alcuni tratti del fondale marino, come accadrà ad esempio domenica a Formia o il 23 maggio a Bisceglie, in Puglia. In prima linea ci sarà anche la rockstar Piero Pelù che, con il suo Clean Beach Tour e una tappa tutta toscana, aprirà il grande week-end di iniziative che vedrà unito anche il bacino il Mediterraneo. Saranno ben 100 le iniziative di pulizia previste anche in altri 16 paesi del Mediterraneo – Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Monaco, Palestina, Spagna, Tunisia, Turchia, Italia – e che vedranno in prima fila 85 associazioni grazie a Clean up the Med, versione mediterranea di Spiagge e Fondali Puliti, promossa quest’anno da COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), progetto europeo finanziato da Eni CBC Med che coinvolge Italia, Libano e Tunisia con l’obiettivo di tutelare le coste del Mediterraneo dal marine litter attraverso una gestione sostenibile.

“L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – resta, insieme all’emergenza climatica, l’altra grande questione ambientale e mondiale da affrontare con interventi e politiche mirate tenendo alta l’attenzione sul tema. Per questo sono importanti le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti, come stiamo facendo da anni con Spiagge e Fondali Puliti.  Quasi la metà dei rifiuti spiaggiati monitorati sono proprio i prodotti al centro della direttiva europea sulla plastica monouso, ossia prodotti usa e getta, dalle bottiglie di plastica alle stoviglie, dai mozziconi di sigaretta ai cotton fioc, solo per citarne alcuni. Per questo chiediamo che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale. Non ripetiamo lo stesso errore fatto con l’ennesima proroga della plastic tax. Auspichiamo inoltre – aggiunge Zampetti – che venga confermata la deroga, contenuta nella legge di delegazione europea approvata in parlamento, per i prodotti biodegradabili e compostabili, laddove non è possibile eliminare i prodotti monouso. Un passaggio fondamentale per riconoscere il valore della filiera tutta italiana della chimica verde, su cui il nostro Paese può e deve fare da apripista in Europa, come è già avvenuto dieci anni fa con la messa al bando dei sacchetti di plastica, consentendo l’utilizzo soltanto di quelli compostabili. Un provvedimento che oggi ha consentito una riduzione complessiva nell’utilizzo di sacchetti monouso di quasi il 60%.”

Beach litter 2021 – Oltre alla rimozione dei rifiuti, l’obiettivo di Spiagge e Fondali Puliti è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul grande problema del marine litter che non risparmia il Mediterraneo. A parlar chiaro sono anche i nuovi dati dell’indagine Beach Litter 2021, realizzata dai circoli locali di Legambiente e che l’associazione ambientalista lancia oggi in vista del week-end di Spiagge e Fondali Puliti. Nelle 47 spiagge monitorate in 13 regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) sono stati censiti 36821 rifiuti in un’area totale di 176 100 mq. Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. I rifiuti censiti da Legambiente sono di ogni forma e tipo, per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine. La plastica resta il materiale più trovato dei rifiuti spiaggiati. Su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19. In particolare le mascherine sono state rinvenute sul 68% delle spiagge monitorate, i guanti usa e getta sul 26%. Rinvenuti anche quest’anno, in 5 spiagge di Campania, Lazio e Sicilia, i dischetti utilizzati come biofilm carrier nei depuratori.

Dai campionamenti fatti da Legambiente nelle 47 spiagge, la plastica risulta il materiale più trovato (84% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (4,5%), metallo (3,2%) e carta/cartone (2,9%), gomma e tessili (entrambi all’1,4%), legno (trattato/lavorato) all’1,3%. Il restante 1% è formato da materiali legati al COVI-19, bioplastiche, oggetti in materiali misti, rifiuti da cibo e prodotti chimici/sintetici. Come lo scorso anno, nella spiaggia di Romagnolo a Palermo sono stati monitorati un numero molto alto di rifiuti derivanti da attività di costruzione e demolizione che non sono stati considerati per le elaborazioni per non alterare i risultati, ma che comunque devono essere presi in considerazione localmente.

Anche quest’anno si confermano al primo posto nella top ten dei rifiuti spiaggiati, gli oggetti e i frammenti di plastica o di polistirolo non identificabili, che insieme rappresentano circa il 29% dei rifiuti registrati. Al terzo posto i mozziconi di sigarette (l’8,7% dei rifiuti rinvenuti), seguiti da tappi e coperchi in plastica (8,3%), cotton fioc in plastica (5,4% dei rifiuti monitorati). Questi ultimi sono il simbolo per eccellenza di maladepurazione (spesso infatti vengono gettati nel wc) e in Italia sono al bando in favore di alternative più sostenibili e compostabili. Al sesto posto troviamo le bottiglie e contenitori in plastica per bevande (4,3%), seguiti dalle stoviglie usa e getta in plastica (bicchieri, cannucce, posate e piatti di plastica) con il 3,8%. All’ottavo posto reti o sacchi per mitili o ostriche (3,2%), seguite da materiale da costruzione (calcinacci, mattonelle, tubi di silicone, materiali isolanti) con il 2,5%. A chiudere la top ten oggetti e frammenti in plastica espansa (non polistirolo) (2,3%) ritrovati soprattutto presso la foce dei fiumi Uniti a Ravenna.

“L’indagine Beach Litter – spiega Serena Carpentieri, vice direttrice di Legambiente – rappresenta una delle più grandi esperienze di citizen science a livello internazionale grazie all’impegno dei volontari e delle volontarie di Legambiente. Il protocollo utilizzato è sviluppato nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, cui diverse associazioni comunicano i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più ampi database sui rifiuti spiaggiati costruiti dai volontari a livello europeo. Un problema quello del marine litter che nei prossimi anni dovrà vedere un Mediterraneo sempre più unito mettendo in campo anche una politica unitaria contro i rifiuti in mare      partendo da un aggiornamento su proposte dell’Unep e dell’Unione Europea, estendendo le linee guida europee a tutto il bacino del Mediterraneo”.

La Direttiva Europea e i dati Beach litter 2021: Il 42,3% del totale dei rifiuti monitorati da Legambiente è costituito da quei prodotti usa e getta al centro della diretta europea, detta anche SUP (Single Use Plastics), che prevede a riguardo misure specifiche. Entrando nel dettaglio per i mozziconi di sigaretta – onnipresenti sulle spiagge europee, tra i più trovati – la proposta di direttiva prevede obblighi per i produttori, che contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica e i costi delle misure di sensibilizzazione.  Per le bottiglie e i contenitori di plastica, inclusi i tappi (e anelli) – ne sono stati trovati oltre 5000 sulle spiagge monitorate da Legambiente – è stato proposto l’obiettivo di raccolta del 90% al 2025 e si dovrà riciclare almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029, con un target intermedio del 77% al 2025. Nel testo si introduce anche l’obbligo, a partire dal 2024, di avere il tappo attaccato alla bottiglia per evitare che questo si disperda con facilità. Viene introdotto, inoltre, un contenuto minimo di materiale riciclato, (almeno il 25% entro il 2025 ed il 30% al 2030) nella produzione di bottiglie di plastica per favorirne così la raccolta differenziata.

Per quanto riguarda la reti e gli attrezzi da pesca e acquacoltura in plastica – parliamo di oltre 2400 elementi censiti dai volontari di Legambiente solo nel 2021 – la Commissione propone per i primi di introdurre regimi di responsabilità del produttore che dovrà coprire, oltre ai costi delle misure di sensibilizzazione, i costi della raccolta, in seguito alla dismissione e al conferimento agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento. Tra gli altri prodotti ci sono poi i contenitori in plastica per alimenti e i bicchieri di plastica che rappresentano rispettivamente il 31% e il 46% dei rifiuti da consumo di cibi da asporto, ovvero l’insieme di posate, piatti, cannucce e mescolatori per bevande censiti dai volontari di Legambiente. Per quanto riguarda i cotton fioc, quelli di plastica in Italia sono stati messi al bando a partire dal 2019, un’iniziativa nata dalla denuncia di Legambiente che di fatto ha anticipato il divieto di commercializzazione di questi prodotti contenuto nella proposta della direttiva. Infine ci sono le buste di plastica, ancora presenti sulle spiagge italiane nonostante il bando esistente dal 2013 nel nostro Paese che ha comunque permesso una riduzione nell’uso di sacchetti del 65%. Un bando, sottolinea Legambiente, che se fosse esteso a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo avrebbe risultati molto più rilevanti. La proposta di direttiva in questo caso è obbligare i produttori a contribuire alla copertura dei costi di gestione e bonifica dei rifiuti e delle misure di sensibilizzazione. Ultima nota riguarda gli assorbenti igienici e palloncini di gomma oggetti per cui è stata proposta un’etichettatura chiara, che indichi il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica.

 

 

FONTE: Comunicato stampa Legambiente

Lo scorso 1 marzo 2021 si sono chiusi i termini per la presentazione degli elaborati per la partecipazione al concorso “Insieme cambiamo la rotta”, bandito dalla Lega Navale Italiana in stretta collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (M.I.UR.), inizialmente programmato per l’anno scolastico 2019/2020 e, successivamente, prorogato al corrente anno scolastico 2020/2021.

Il concorso ha avuto lo scopo di diffondere i temi legati all’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile e di sensibilizzare i giovani su argomenti ormai di noto interesse e fama, ovvero l’inquinamento dalla plastica in mare ed i cambiamenti climatici.

Hanno partecipato con entusiasmo, passione ed interesse al concorso nazionale più di 70 istituti scolastici primari e secondari di tutta Italia, per un totale di circa 500 progetti, arrivati nelle diverse modalità proposte dal bando (temi, video, foto e disegni).

In considerazione del numero elevato di partecipanti è stata organizzata una commissione straordinaria, composta da alcuni membri della Lega Navale Italiana, che sceglierà settanta tra i lavori proposti, al fine di agevolare poi la scelta finale dei vincitori per mezzo di un’ulteriore riunione tra rappresentanti della stessa Lega Navale e alcuni membri del M.I.U.R..

La Lega Navale Italiana rappresenta l’opportunità per vivere il mare a 360 gradi, aperta a tutti: giovani, adulti di ogni età, ma con un particolare riferimento al sostegno della fruizione del mare da parte delle categorie sociali meno agiate e delle persone diversamente abili, oltre a svolgere una continua azione di forte contributo alla salvaguardia dell’ambiente marino e delle acque interne, attraverso la diffusione della cultura del massimo rispetto per l’ambiente.

Sabato 5 giugno 2021 – nel tratto di mare antistante i comuni di Amalfi e Conca dei Marini, sotto il coordinamento della F.I.P.S.A.S. e con il patrocinio e coordinamento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, e la collaborazione di vari enti, in concomitanza con la giornata nazionale per l’Ecologia – si è svolta la importante manifestazione “Pulifondali 2021”.

Un ruolo fondamentale lo hanno avuto le Sezioni della Lega Navale Italiana di Salerno ed Amalfi (paese ospitante) con uomini e mezzi. La Sezione di Amalfi, in particolare, ha concesso supporto logistico ai partecipanti, nonché messo a disposizione varie unità con propri soci subacquei per la pulizia dei fondali.

Gli oltre 30 subacquei partecipanti, sia in daiving che apneisti, divisi in tre settori operativi, hanno recuperato oltre due tonnellate di rifiuti di vario genere, e pericolosi per l'ecosistema marino, riempendo ben due furgoni per la raccolta indifferenziata di materiali.

Si è trattato di un’importante iniziativa volta alla tutela ambientale in uno dei tratti costieri più belli al mondo. La Lega Navale Italiana, come detto, ha svolto un ruolo fondamentale, a dimostrazione della sensibilità che deve avere chi va per mare.

Visto il successo dell’iniziativa si è già d’accordo per replicare la manifestazione l’anno prossimo, magari allargando il raggio d’azione e con un numero ancora maggiore di partecipanti.

A un mese e un giorno dall’equinozio di primavera, oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Terra, istituita dalle Nazioni Unite nel 1969 quale occasione per dedicare un pensiero alle nostre azioni quotidiane a favore dell’ambiente e per la salvaguardia del nostro ecosistema.

Per la Lega Navale Italiana, considerare #ilmarealcentro significa innanzitutto dare il proprio contributo a favore della tutela dell'ambiente marino e delle acque interne, attraverso le attività di salvaguardia delle coste e dell’ambiente marino, di pulizia delle spiagge, di educazione ambientale e tanto altro, come insegniamo quotidianamente a tutti coloro che entrano a far parte, anche se per brevi periodi, della nostra grande famiglia in merito all’importanza di mantenere il nostro ecosistema sano e pulito.

Lo facciamo innanzitutto perché per noi il mare è come una casa. Una casa che condividiamo con tante specie animali e vegetali che come noi soffrono l’inquinamento e l’incuria.

Dal Presidente della LNI, ammiraglio Donato Marzano, i ringraziamenti a tutte le sezioni e a tutti i soci che ogni giorno si impegnano con passione ed amore a preservare il nostro ambiente marino. 

Per venerdì 22 gennaio il Parco Nazionale dell'Asinara - Area Marina Protetta ha organizzato la giornata conclusiva di “Clean Sea LIFE”, progetto di sensibilizzazione sui rifiuti marini di cui è capofila. Tale progetto in quattro anni ha coinvolto 170.000 cittadini, rimosso 112 tonnellate di spazzatura dai mari e ispirato normative per ridurre la pressione dei rifiuti in mare.

All’evento – che potrà essere seguito in live streaming su You Tube, Facebook e Matex TV (canale 272 del digitale terreste in Sardegna)– prenderanno parte Sergio Costa (Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare), Paola Deiana (relatrice del DL Salvamare), Giovanni Pettorino (Comandante Generale della Capitaneria di Porto), Riccardo Rigillo (Direttore Generale della Pesca, Ministero delle politiche agricole), Angeo Salsi (Direttore del programma LIFE della Commissione Europea), Gabriella Scanu (Commissario del Parco Nazionale dell’Asinara) e Vittorio Gazale (Direttore del Parco Nazionale dell’Asinara); modererà Eleonora deSabata (portavoce Clean Sea LIFE).

Clean Sea LIFE è un progetto di sensibilizzazione sui rifiuti marini co-finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea, il cui capofila è il Parco Nazionale dell'Asinara con Conisma - Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, insieme a Fondazione Cetacea, Legambiente Onlus, MedSharks e Centro Velico Caprera.

In concomitanza con l’apertura del Salone Nautico di Venezia, presso la Biblioteca dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, si terranno due giornate dal titolo “Oceani sunt servandi” (il 29 pomeriggio e l’intera giornata di lunedì 31), per approfondire i temi legati alla protezione del mare e delle sue risorse.

Figure di rilievo del mondo della scienza, ma anche dell’economia e dell’industria, unitamente a figure di vertice della Marina Militare, da sempre impegnata sul mare non solo a salvaguardia della sicurezza collettiva ma anche in difesa dell’ambiente marino, interverranno sui temi più attuali relativi alla protezione degli oceani quale risorsa imprescindibile per il vivere umano.

Esperti provenienti da settori diversi per comporre un quadro di riflessione ad ampio spettro in grado di a richiamare l’attenzione verso un patrimonio collettivo, quali sono gli oceani, da difendere, preservare e sfruttare in modo ecocompatibile, ragionando anche sull’importanza delle risorse vecchie e nuove, siano esse di tipo energetico ma anche alimentare, che l’uomo dal mare ricava.

Un convegno in forma “digitale” che si colloca sulla scia di una serie di appuntamenti che la Marina Militare sta realizzando nell’ottica di una costante opera di sensibilizzazione circa la necessità di far crescere nel Paese la cultura marittima. Un primo appuntamento si è svolto a Livorno presso l’Accademia Navale focalizzato sulla sicurezza degli spazi geopolitici di interesse dell’Italia.

L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Marina Militare.

 

 

FONTE e FOTO: marina.difesa.it

Domenica 11 Aprile 2021 si celebra per il terzo anno la Giornata Nazionale del mare, istituita nel 2018 con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 229/2017. Con questo provvedimento la Repubblica italiana ha riconosciuto l’11 aprile di ogni anno come il giorno nel quale celebrare il mare, l’oro blu, inteso come risorsa di grande valore ambientale, scientifico-ricreativo ed economico.

Finalmente il nostro mare inizia ad essere visto da un’altra prospettiva e non solo come fonte di divertimento durante la stagione estiva.

Purtroppo, a causa della pandemia che da circa un anno ci perseguita, non possiamo celebrarlo a dovere, con manifestazioni, eventi ludico-didattici, o mostre. Tuttavia, la Lega Navale Italiana non si è mai fermata ed ha, anzi, continuato a sostenere la difesa dell’ambiente marino e a divulgarne l’importanza. In questi mesi di forzata stasi, infatti, numerose sono state le attività con altri enti ed Università italiane al fine di collaborare per un mare più ecosostenibile.

Tra gli inquinanti che maggiormente affliggono i nostri mari ci sono gli oli esausti (oltre alle famose plastiche). Quante volte vi capita di friggere e di non sapere dove buttare l’olio utilizzato? O meglio quante volte vi capita di gettarlo nello scarico del wc o nel lavandino? L’olio, in questo modo, termina diretto nel nostro prezioso mare, creando una superficiale pellicola che impedisce l’ossigenazione dell’acqua e compromettendo l’esistenza di flora e fauna. In più, l’olio esausto ostacola la penetrazione in profondità dei raggi solari danneggiando drasticamente l’ambiente marino e la vita in acqua. Basta infatti un kg di olio vegetale esausto ad inquinare una superficie d’acqua di 1.000 m2.

Per tali ragioni la Lega Navale Italiana ha deciso di aderire al progetto “Save the sea Recycle cooking oil” insieme a Marevivo, Renoils, Guardia Costiera ed Assonat.  In particolare per quanto concerne la Lega Navale Italiana, ad ognuna delle SS.PP che prenderà parte al progetto verrà assegnato un grande contenitore di raccolta dell’olio esausto, destinato principalmente ai diportisti e saranno forniti materiali informativi, una locandina per il porto e dei leaflet da distribuire in italiano e in inglese per spiegare in maniera semplice il funzionamento della campagna e le finalità di carattere ambientale.

L’olio raccolto subisce una serie di trattamenti per poi essere riutilizzato in diversi ambiti, quali la produzione di biodiesel per autotrazione, l’utilizzo in impianti di cogenerazione, la produzione di bio-lubrificanti, nel mondo della cosmetica con la produzione di saponi, cere e altro. Dal punto di vista dei gas a effetto serra, si stima che ogni tonnellata di rifiuto riutilizzato comporti una media 2,3 tonnellate di anidride carbonica equivalente non immessa nell'atmosfera, già depurata dalle immissioni inerenti ai trasporti e alla lavorazione.

È tramite questo progetto che la Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana vuole celebrare la giornata Nazionale del mare 2021, e augurare ad esso e a tutti noi una rapida e meravigliosa ripresa.

 

Con un progetto promosso dall'Area marina protetta (Amp) "Regno di Nettuno" con Oceanomare Delphis, è iniziato tra Ischia e Procida il monitoraggio invernale dei cetacei. Con l’obiettivo di studiare la distribuzione dei cetacei durante i mesi freddi, saranno analizzati i comportamenti di sette specie di cetacei tra cui il capodoglio (Physeter macrocephalus) e il delfino comune (Delphinus delphis). 


Dall’Amp fanno sapere che: “Come in tutto il Mediterraneo le specie presenti in queste acque, sono soggette a pressioni di natura antropica che impatta questi animali sia a livello di singoli individui che di popolazioni. Per gli individui, i pericoli sono rappresentati principalmente dalle catture incidentali negli attrezzi da pesca e dalle collisioni accidentali con imbarcazioni. L'impatto sulle popolazioni è invece principalmente causato dalla degradazione dell'ambiente. Inoltre, l'area di studio è soggetta ad una elevata concentrazione di traffico marittimo mercantile e da diporto che, oltre ad incrementare in maniera esponenziale il rischio di collisioni con i singoli individui, causa disturbo acustico al sofisticato apparato di produzione e ricezione dei suoni di cui sono dotati i cetacei”.


Per quando riguarda le modalità di monitoraggio e studio, le uscite si svolgeranno da gennaio ad aprile a bordo di Jean Gab, il cutter di Oceanomare Delphis attrezzato per la ricerca sui cetacei grazie a strumentazione che permette il monitoraggio visivo e la foto-identificazione degli animali.


“Avere nelle nostre acque mammiferi così carismatici ed importanti dal punto di vista ambientale è un vero e proprio privilegio tutelarli e divulgare questa biodiversità, che costituisce un innegabile valore aggiunto per i nostri territori, sono precise due priorità per la nostra area marina protetta" ha riferito Antonino Miccio, direttore dell'Amp Regno di Nettuno.


Barbara Mussi, presidente di Oceanomare Delphis, ha aggiunto:"La campagna di monitoraggio invernale dei cetacei nel Regno di Nettuno aggiungerà importanti e fondamentali informazioni utili alla migliore tutela e salvaguardia delle specie presenti", aggiunge Barbara Mussi, presidente di Oceanomare Delphis.


Nel 2017, la Marine mammal protected areas (Imma) task force dell'Iunc, ha riconosciuto, anche grazie agli studi e le documentazioni degli studiosi e di volontari, le acque di Ischia e Ventotene come Important Imma con delfino comune, tursiope, Tursiops truncatus, e balenottera comune, Balaenopteraphysalus, come specie chiave.