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È partito il monitoraggio della gazza marina (Alca torda), un'iniziativa nata da un progetto promosso dalla Sezione della Lega Navale Italiana di Napoli in collaborazione con i ricercatori della Stazione Zoologica "Anton Dohrn". Presso la Lega Navale di Napoli si stanno tenendo dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) che si concretizzano in alcuni corsi di biologia marina per studenti delle scuole di Napoli svolti dai ricercatori della SZN.

La Stazione Zoologica "Anton Dohrn" è un Ente Pubblico di Ricerca e la sua missione primaria è la ricerca sui processi fondamentali della biologia, con specifico riferimento agli organismi marini e alla loro biodiversità, in stretto legame con lo studio della loro evoluzione e della dinamica degli ecosistemi marini. Questo progetto vuole infatti cogliere l’occasione per monitorare una specie particolarmente sensibile nonché “testimone” dei cambiamenti climatici. 

La gazza marina (Alca torda) è un uccello marino simile ad un pinguino che non ha perso la possibilità di volare, di abitudini pelagiche, nidifica sulle coste e sulle isole dell’Europa nord-occidentale, Groenlandia e America nord-orientale. In inverno si allontana dalla costa e si disperde nell’Atlantico settentrionale, giungendo a sud fino alle Canarie ed entrando con pochi individui nel Mediterraneo occidentale. È una specie ittiofaga e può raggiungere le sue prede fino a 120 metri di profondità. In Italia la si osservava sporadicamente nel Mar Ligure, soprattutto da fine novembre ad inizio marzo.

In questi ultimi giorni si stanno susseguendo numerose osservazioni di gazza marina nei mari italiani che fanno supporre ad un’anomala migrazione “di invasione” da parete di questa specie artica. Di norma nei mari italiani si registrano un paio di osservazioni l’anno nella maggioranza dei casi nel Mar Ligure. Alla data del 27 novembre, sono stati censiti in Liguria ben 450 individui, una presenza tanto massiccia quanto anomala che la specie non aveva mai fatto registrare prima d’ora. Oltre ai numeri record nel Mar Ligure, vari altri individui sono stati osservati sulla costa ovest dell’Italia fino in Calabria, con ben 11 individui nel Golfo di Napoli il 25 novembre (dove la specie non veniva segnalata dal 1928). Varie presenze sono state segnalate anche intorno alle isole maggiori (Sardegna e Sicilia). Al momento gli individui più ad est rilevati si sono spinti fini al Mar Ionio, esattamente a Taranto e Porto Cesareo (Lecce).

 

Come partecipare al monitoraggio

I soci LNI che desiderino contribuire al monitoraggio possono segnalare questa particolare presenza ornitologica, inviando i dati attraverso QUESTO FORM tramite cui sarà semplice comprendere come riconoscere la specie, fornire i dati pregressi delle ultime due settimane e continuare a inviare segnalazioni nel futuro, per tutta la durata dell’inverno.  Il form è concepito nel pieno rispetto delle leggi sulla privacy non richiedendo al socio alcun dato sensibile.

Viene illustrata nella parte iniziale la specie e le caratteristiche che ne semplificano l’identificazione. Si prosegue con una domanda tesa a comprendere se chi compila il form si è fatto un’idea dell’aspetto della gazza marina rispetto ad altre specie acquatiche. Si chiede al socio la sede di riferimento, questo campo non è obbligatorio in quanto il socio potrebbe avere fra i conoscenti dei non soci che hanno effettuato delle osservazioni interessanti, a cui è invitato ad invitare il form per recuperare questi dati. Si chiede a chi compila il questionario di ubicare nel tempo e nello spazio la propria osservazione, fornire il numero di individui e se possibile il materiale fotografico. 

Nel form viene fornito l’indirizzo mail che il socio può contattare in caso di dubbi o difficoltà della compilazione.

Si è conclusa oggi la seconda edizione di Green Blue Days, il forum sulla sostenibilità sistemica che si è svolto quest’anno a Taranto dal 9 all’11 ottobre.

È-Vento è stata la parola chiave della tre giorni di incontri tematici ed esibizioni sullo sviluppo sostenibile che si è aperta domenica scorsa con una veleggiata nel Golfo di Taranto. L’edizione 2022 è partita all’insegna del mare e dello sport con un’iniziativa coordinata dalla Sezione della Lega Navale Italiana di Taranto e dalla Marina Militare che ha registrato la presenza di quasi 50 imbarcazioni che hanno navigato a vela in Mar Grande in una bella giornata di sole. Nella stessa giornata, la Sezione della Lega Navale ha accolto  i partecipanti all’evento nella sua bella sede sul mare per un aperitivo inaugurale. L’appuntamento è stato arricchito dalla firma di un Protocollo d’intesa tra la Lega Navale di Taranto e il locale Ordine degli Ingegneri e dall’incontro del Presidente Nazionale della LNI Marzano con gli atleti della Sezione di Taranto. L’accordo, siglato dal Presidente della Sezione Flavio Musolino e dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto Luigi De Filippis, mira all’abbattimento delle barriere architettoniche in Sezione e a favorire l’accessibilità allo sport per tutti, facendo seguito all’intesa sottoscritta a livello nazionale lo scorso 2 maggio a Roma. Nel corso della serata, il Presidente Marzano ha incontrato e premiato la vogatrici della Sezione di Taranto vincitrici del Campionato italiano assoluto specialità Lance 10 remi e salutato i giovani atleti del gruppo canoa velocità che saranno protagonisti il prossimo 15 ottobre del Trofeo Nazionale LNI-FICK a Sabaudia.

Il 10 ottobre, il Presidente Marzano ha presenziato all’inaugurazione del Forum di Green Blue Days insieme a numerose autorità civili e militari. Hanno portato il loro saluto il Sindaco di Taranto, Dott. Rinaldo Melucci, il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Giuseppe Berutti Bergotto, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ionio-Porto di Taranto, Dott. Sergio Prete, il Rettore dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro (UniBa), Prof. Stefano Bronzini, il Presidente dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), Prof. Antonio Uricchio, il Direttore del Dipartimento Jonico di UniBa, Prof. Paolo Pardolesi, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Ing. Giorgio Saccoccia e il Direttore del CNR IRISS, Dott. Massimo Clemente.

Nel suo intervento, l'Ammiraglio Marzano ha parlato delle quattro aree che costituiscono la missione istituzionale della Lega Navale Italiana da 125 anni: salvaguardia dell’ambiente marino, diffusione della cultura del mare, promozione della nautica solidale e dello sport per tutti. Il Presidente della LNI ha illustrato, in particolare, le iniziative che riguardano la diffusione tra i giovani del rispetto e della protezione del mare dall’inquinamento, il monitoraggio dell’ambiente marino grazie alla collaborazione scientifica con università ed enti di ricerca, oltre alle campagne di pulizia dei fondali e delle spiagge organizzate dalle Sezioni su tutto il territorio nazionale. Ne è un esempio il progetto NauticAttiva, un’applicazione recentemente realizzata in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro che ha visto come operatori attivi nel monitoraggio delle plastiche e della flora e della fauna marina le Sezioni LNI di Brindisi, Mola di Bari, Taranto e Trani.

Il Presidente Marzano ha poi espresso il proprio plauso e ringraziamento alle organizzatrici di Green Blue Days, Sonia Cocozza, Elisabetta Masucci e Rosy Fusillo.

 

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La Società Nazionale di Salvamento di Basilicata, in collaborazione con il Gruppo di Idraulica Marittima della Scuola di Ingegneria dell’Università degli studi della Basilicata e la Lega Navale Italiana, hanno condotto studi specifici sulla sicurezza alla balneazione sulle aree pilota lucane del litorale di Metaponto Lido, tra le foci dei fiumi Bradano e Basento, e sugli invasi di Montecotugno e Pertusillo.

I primi risultati sono stati oggetto due tesi di laurea della Scuola di Ingegneria dell’Ateneo lucano e rappresentano uno dei primi dimostratori nazionali circa la valutazione della sicurezza alla balneazione in ambiente costiero e lacustre. Gli studi dei laureandi mettono in evidenza due risultati diversi: mentre sulle spiagge di Metaponto la classificazione della sicurezza della balneazione è riconosciuta come buona, la valutazione dell’Indice di sicurezza per gli invasi di Montecotugno e Pertusillo è considerata bassa.

Nel 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le Linee guida per la sicurezza degli ambienti acquatici nei quali vengono svolte attività ricreative, acque costiere ed interne, che sono state utilizzate come base scientifica per l’elaborazione della Direttiva europea sulle acque di balneazione. Secondo l’OMS la qualità delle acque di balneazione viene classificata in 4 categorie (eccellente, buona, sufficiente, scarsa).

Dopo aver classificato le acque di balneazione in base alla loro qualità, quindi, è necessario anche valutare la sicurezza alla fruizione di dette acque integrando l’aspetto qualitativo con le caratteristiche sistemiche dell’ambiente fisico dove si pratichi la balneazione.

È stato possibile rilevare questi risultati grazie all’applicazione della norma 11745:2019 dal titolo: “Sicurezza della società e del cittadino – Qualificazione delle aree di balneazione ai fini della sicurezza dei bagnanti” ai siti pilota lucani.

La norma fa riferimento alle aree marine, lacustri e fluviali, nelle quali si può fare il bagno, censite dal Portale delle Acque del Ministero della Salute di libero accesso al pubblico. Esse sono precisamente delimitate da punti di inizio e di fine, misurano in media 1000 metri di lunghezza, presentano una sostanziale omogeneità per caratteristiche geo-morfologiche e per di tipo di pressione antropica. Dunque attraverso la misurazione dei fattori di rischio di natura geomorfologica e di natura fisica, come:

  • la ripidità della battigia superiore al 5%, che comporta una pendenza particolarmente ripida del fondale antistante;
  • gli elementi del fondale, naturali o antropici (barre, pennelli, scogliere parallele, ecc.), che favoriscono il formarsi di correnti concentrate o "rip current" che sviluppandosi alla superficie dell’acqua, trasportano i bagnanti verso il largo;
  • l’analisi delle buche o dislivelli improvvisi del fondale, insieme alla valutazione delle misure di sicurezza (boe, bagnini, kit per primo soccorso, defibrillatori..).

In definitiva questi studi rappresentano uno strumento utile per fare ripartire una interlocuzione con le istituzioni competenti e per fare in modo che questi indici siano al servizio di una comunicazione turistica delle spiagge.

Il progetto “nauticAttiva”, nato dalla collaborazione tra la Lega Navale Italiana e l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, mira a raccogliere informazioni e segnalazioni sui rifiuti in mare e sull’avvistamento di specie marine di interesse conservazionistico. L’approccio citizen science, basato sulle attività di monitoraggio di cittadini formati, integrato con l’uso di una app per smartphone, ha consentito di sviluppare un metodo innovativo per raccogliere osservazioni fotografiche georeferenziate sulla presenza di plastiche e microplastiche nell’ambiente marino e costiero del Sud Italia.

L’app iNaturalist-nauticAttiva, disponibile per iOS e Android, è stata sviluppata dai ricercatori dell’Università di Bari e quattro Sezioni pugliesi della Lega Navale Italiana (Brindisi, Mola di Bari, Taranto e Trani) hanno fornito il loro contributo nella fase di monitoraggio. L'app ha permesso di ottenere automaticamente immagini georeferenziate e di classificare gli elementi catturati nelle foto. Questo approccio è stato sviluppato come fase preparatoria per la pianificazione di successive attività di monitoraggio e strategie di bonifica per l'inquinamento da plastica.

Un primo studio è stato pubblicato negli scorsi giorni sulla rivista scientifica internazionale Marine Pollution Bulletin. L'attività di raccolta dati è iniziata a gennaio di quest’anno e da marzo a giugno sono state raccolte osservazioni da parte di circa 20 soci delle Sezioni LNI di Brindisi, Mola di Bari, Taranto e Trani, con un centinaio di osservazioni complessive in Puglia, Sicilia e Sardegna. Grazie al contributo dei soci LNI è stato possibile ottenere i dati immediatamente, aumentando la qualità delle informazioni raccolte in termini di tempestività.

I risultati del progetto “nauticAttiva” mostrano come i polimeri più abbondanti siano relativi ad attività ricreative svolte direttamente sulle coste, che determinano l'accumulo di materiali di plastica come tappi e coperchi di bottiglie di plastica inferiori o uguali a mezzo litro. I secondi polimeri in termini di abbondanza sono invece relativi alle attività oceaniche e fluviali, come pezzi di rete e boe.

 

Per approfondire, la versione originale dell’articolo è disponibile qui: https://drive.google.com/file/d/1HduPaNxFwNwPeV2Sh3BhnGLnmvdgVpCX/view?usp=sharing

 

 

 

Dal 9 all’11 ottobre Green Blue Days torna con un’edizione itinerante a Taranto. Il primo forum sulla sostenibilità sistemica guarda al Sud come laboratorio d’idee per la Generazione Z, accogliendo al suo interno i massimi esperti in sostenibilità a livello nazionale ed internazionale e progettualità speciali in chiave sostenibile nell’area dedicata alle Exhibition. Ambasciatrice anche per la II edizione la conduttrice TV Veronica Maya.

L’iniziativa si svolgerà in due location d’eccezione – Ex Caserma Rossarol, Sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Castello Aragonese - dove avranno inizio i talk sulla sostenibilità, in modalità agorà, raccontati anche attraverso un percorso educational costruito con progetti speciali realizzati dal Politecnico di Bari, dall’Ordine degli Architetti di Taranto, dall’Enea, da designer indipendenti e da aziende produttrici.

La città di Taranto diventa il luogo giusto in cui narrare la transizione, evidenziando le realtà virtuose territoriali, portate avanti da giovani start up, associazioni, collettivi ed aziende, partendo dalla parola Vento, che aprirà i lavori il 9 ottobre con una Veleggiata con oltre quaranta imbarcazioni. L’iniziativa è coordinata dalla Sezione della Lega Navale Italiana di Taranto e dalla Marina Militare in sinergia con le Università Aldo Moro di Bari - Dipartimento Jonico ed il Politecnico di Bari. Ospiti d’onore, Nave Magnaghi e Nave Palinuro della Marina Militare. Con un approccio multidisciplinare, la veleggiata rappresenta un’opportunità di confronto tra atleti, docenti, giovani su come lo sport sia vettore trainante a livello economico, sociale ed ambientale.

Il 10 ottobre si terrà la cerimonia inaugurale del Forum alla presenza di numerose autorità civili e militari. Il Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Amm. Donato Marzano, interverrà con un indirizzo di saluto.

Creare condizioni di incontro tra tanti soggetti, coinvolgendo in particolar modo i giovani attraverso azioni concrete, sono questi alcuni degli obiettivi principali che le fondatrici della manifestazione Sonia Cocozza, Rosi Fusillo ed Elisabetta Masucci attivamente impegnate a diffondere la sostenibilità sistemica, mettono in moto in ogni edizione, facendo rete, sostenendo le progettualità di giovani start up, di designer indipendenti, di produttori.

L’obiettivo è quello di promuovere, divulgare e di sensibilizzare, con un linguaggio accessibile e trasversale, giovani e meno giovani alla cultura della sostenibilità, intimamente connessa al territorio. Una direzione concreta, che ha già visto tanti di loro a lavoro lo scorso 27 settembre con il Taranthon, il primo Hackathon per la città di Taranto firmato Green Blue Days che ha coinvolto aziende nazionali nel lancio di alcune sfide sostenibili. Otto sfide per otto gruppi e più di cinquanta ragazzi a lavoro.

Il Progetto M.A.R.E. (Marine Adventure for Research & Education) è giunto a destinazione dopo 12 settimane di navigazione e 1500 miglia nautiche percorse lungo tutto il Tirreno.

Lo scorso 25 luglio si è svolto presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare alla Maddalena (OT) l’evento conclusivo del progetto, alla presenza di istituzioni e rappresentanti di enti partner dell’iniziativa. Per la Lega Navale Italiana è intervenuto il Direttore Generale Gabriele Botrugno.

L’iniziativa scientifica, promossa dal Centro Velico Caprera in collaborazione con One Ocean Foundation, ha indagato lo stato di salute del nostro mare, analizzando la biodiversità marina e monitorando l’inquinamento ambientale. La Lega Navale Italiana ha patrocinato il progetto e fornito il suo supporto all’equipe del catamarano ONE che ha condotto le rilevazioni grazie al coinvolgimento di diverse Sezioni. Gli scienziati dell’Università degli Studi dell’Insubria e di One Ocean Foundation completeranno nei prossimi mesi le ricerche e pubblicheranno le conclusioni utili per una più profonda comprensione del mar Tirreno.

Il Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana, Amm. Donato Marzano, insieme ai rappresentanti di diverse associazioni del cluster marittimo nazionale, ha sottoscritto la richiesta avanzata da Marevivo al governo in merito alla rapida promulgazione dei decreti attuativi della "Legge Salvamare", pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 giugno scorso.

La "Legge Salvamare" si presenta come uno strumento efficace e concreto, sostiene Marevivo nella lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri Meloni, al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin e al Ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Lollobrigida, che “avrà un impatto ambientale immediato e concreto sulla salute dei nostri mari, laghi e fiumi, contribuendo a un ulteriore sviluppo dell’economia circolare e riconoscendo il ruolo dei pescatori nella raccolta dei rifiuti dal mare.”

Tra gli aspetti principali, la "Legge Salvamare" consente ai pescatori che recuperano rifiuti in mare di poterli portare a terra e provvedere allo smaltimento senza doverne sostenere i relativi costi o rischiare di essere denunciati penalmente per trasporto illegale di rifiuti. La legge mira, inoltre, a promuovere attività di sensibilizzazione sul riciclo dei rifiuti e di formazione nelle scuole.

Venerdì 30 settembre, in occasione della "Notte dei Ricercatori” a Matera presso la sede della Lega Navale Matera-Castellaneta, si è tenuto un importante confronto sui cambiamenti climatici ed i suoi effetti sulle spiagge, a partire da uno studio sull’area pilota di Metaponto, nonché sul tema della difesa e della valorizzazione delle coste della Basilicata.

La ricerca sul territorio lucano è stata portata avanti dall’Università della Basilicata grazie alla preziosa direzione scientifica del Prof. Michele Greco, con la collaborazione della Lega Navale Italiana e della Società Nazionale di Salvamento. Lo studio sull’indice di sicurezza del litorale di Metaponto diventerà un progetto pilota negli standard di sicurezza per la balneazione.

Ambiente, ricerca, innovazione e contrasto ai cambiamenti climatici, sfide europee a cui si può rispondere con progetti all’avanguardia e con le linee di investimento del PNRR sono i temi trattati dal Sottosegretario agli affari europei, On. Enzo Amendola.

L’impatto dei cambiamenti climatici sulle comunità e sull’economia costiera rappresenta un ambito di particolare interesse perché l’esistenza stessa della costa è sensibilmente legata alle dinamiche del mare, che può creare opportunità ma anche forti criticità. Questo è stato l’approfondimento proposto nella relazione scritta inviata dal Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI), Antonio Decaro.

L’Assessore all’Ambiente, al Territorio e all’Energia della Regione Basilicata, Cosimo Latronico si è soffermato sull’innalzamento del livello del mare che a seguito per l’appunto dei cambiamenti climatici in atto, soprattutto per le nostre realtà del Mediterraneo e specificatamente per la Basilicata, significa da subito perdita di habitat naturali ed antropici, stravolgimento delle economie costiere e perdita di suolo, costringendo l’ambiente antropico e le città costiere a doversi allontanare lasciando luoghi e valori.

La “Notte dei Ricercatori” è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei, con l’obiettivo principale di creare occasioni di incontro tra mondo della ricerca e le comunità di cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante.

L’incontro è stato organizzato dall’Università di Basilicata, dalla Sezione della Lega Navale di Matera-Castellaneta e dalla Società Nazionale di Salvamento con la volontà di diffondere e divulgare la conoscenza condividendola nella maniera più diretta ed immediata, rendendo quanto mai accessibili alcuni temi, anche difficili, che spesso occupano le prime pagine dei notiziari e che richiamano l’attenzione e la curiosità del cittadino comune, così come stimolare i giovani ad osservare in maniera critica ciò che accade intorno a loro e nel mondo.

Il convegno è stato moderato dal giornalista Francesco Bianchi e coordinato dal dirigente del Centro di Educazione Ambientale della locale Sezione della Lega Navale, Marco Pagano. Hanno partecipato: Michele Greco dell’Università degli Studi di Basilicata; Enzo Amendola, Sottosegretario di Stato per gli affari europei (da remoto); Francesco Arbia, vice presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata; Cosimo Latronico, Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata e Francesco Simonetti della Società Nazionale di Salvamento. È stato letto un intervento scritto di Antonio Decaro, Presidente Nazionale ANCI e portato il saluto della Delegata della Lega Navale Italiana per la Puglia e la Basilicata, Francesca Zei, che si è fatta promotrice di questo evento per la Presidenza Nazionale della LNI.

L’obiettivo dell’Università, della Lega Navale e della Società Nazionale di Salvamento, condiviso dalla Regione Basilicata, è di coinvolgere i sindaci, le comunità e gli operatori economici del territorio costiero affinché lo studio pilota sugli indici di sicurezza delle spiagge possa essere ampliato all’intera Regione.

 

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"Il nostro futuro dipende dalla salute del mare e la salute del mare dipende da noi". Con questa considerazione, Marevivo, Lega Navale Italiana e numerosi altri enti e associazioni del mondo del mare hanno lanciato un appello al Governo per l’attuazione urgente dei decreti attuativi della “Legge Salvamare”.

Dopo anni di impegno attivo in Europa e in Italia da parte di Marevivo e del mondo del mare per la difesa dell'ecosistema marino, finalmente il 10 giugno scorso è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge Salvamare, “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare”.

Un grande risultato, che mette a disposizione del nostro Paese uno strumento efficace e concreto, richiesto anche dall’Unione europea, che consentirà ai pescatori di portare a terra la plastica recuperata con le reti invece di scaricarla in mare, prevede l’installazione di sistemi di raccolta alla foce dei fiumi per intercettare la plastica prima che arrivi in mare e si occupa di dissalatori, educazione, campagne di pulizia, Posidonia oceanica e tanto altro.

“La sopravvivenza della specie umana – ricorda Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo - è legata indissolubilmente al mare che, se in buona salute, produce più del 50% dell'ossigeno che respiriamo, assorbe un terzo dell'anidride carbonica, è regolatore del clima e il 98% del territorio del pianeta che ospita la vita è nell'immensità delle sue acque. I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e per questo chiediamo al Governo di agire immediatamente”.

Nella lettera alle istituzioni, le associazioni del mare (oltre a LNI e Marevivo anche Federazione del Mare, Assonave, Assoporti, Confindustria nautica, Confitarma, Federpesca, Lega Italiana Vela, Stazione Zoologica Anton Dohrn, la Grande Onda e AGC Agrital) chiedono anche l’istituzione di un tavolo di concertazione interministeriale dato che sono molti i soggetti istituzionali coinvolti che devono redigere i decreti attuativi per rendere operativa la “Legge Salvamare”.

 

 

Con la partecipazione di due classi delle scuole medie di Gavorrano, accompagnate dai rispettivi insegnanti, la VAB, la Capitaneria di Porto, i Comuni di Scarlino e di Follonica, il Feeldive Diving Center Scarlino,il Porto Verde srl e l'organizzazione della LNI Sezione di Follonica,si è tenuta la giornata ecologica A...MARE IL MARE 2022.

Alle ore 8:30 sono arrivati i due scuolabus che portavano le classi 2°A e B della Scuola media di Gavorrano accompagnate dagli insegnanti Giacomo Pagliai, Gloria Berretti, Andrea Angius, Tiziana Benocci e Caterina Temperini. Ad attenderli presso lo scivolo della Fiumara del Puntone di Scarlino, c'erano gli organizzatori della Sezione Follonichese della Lega Navale Italiana con in testa il neo-presidente Fausto Meciani e collaboratori, gli addetti della V. A. B., i soci del Circolo Nautico Calaviolina, i soci del Circolo Nautico Scarlinese, la Sindaca di Scarlino Sig. ra Francesca Travison, il consigliere Gianni Ramazzotti e l'assessore del comune di Follonica Alessandro Ricciuti.

Purtroppo, a causa delle condizioni meteo marine avverse i numerosi sub del Gruppo Sub della LNI Sezione di Follonica e le barche del circolo Nautico Cala Violina non sono potuti uscire in mare e si sono aggiunti agli studenti per effettuare la pulizia della spiaggia e della duna retrostante. Solo due subacquee, Giada Cacco e Stefanella Zambelli Mariani del Feeldive Scarlino Diving Center, accompagnate dal sub esperto Luciano Cipriani, sono riuscite a scendere in mare per andare a liberare un relitto dalle reti e cime impigliate.

Il nutrito gruppo di volontari che si è dedicato alla pulizia della spiaggia, alla fine delle tre ore di ricerca e raccolta rifiuti, si è ritrovato sullo scivolo della Fiumara dove è stato ammonticchiato il pattume tolto dalla spiaggia e dalla duna.

Simone Paradisi di TV9 ha effettuato le riprese di tutte le fasi dell'operazione ed una serie di interviste ai partecipanti cogliendo la consapevolezza dei ragazzi e dei loro accompagnatori  nel piacere di restituire al territorio una situazione priva di plastiche, copertoni di auto, ombrelloni e sedie abbandonati, cicche di sigarette, mascherine e guanti in lattice.

Il tutto è andato ad aggiungersi alle reti, cime e palamiti abbandonati e recuperati dal gruppo sub ed infine il camion di SEI ha raccolto e smaltito tutto il materiale recuperato.

Parole di elogio per l'operazione sono state indirizzate ai professori accompagnatori, ai ragazzi, ai volontari, alla VAB, alla CP da parte della Sindaca e da parte di Alessandro Ricciuti giunto in rappresentanza del Comune di Follonica.

La giornata di alto valore ambientale si é conclusa con l'intenzione di ripetere l'operazione in primavera, sperando in condizioni meteo marine più favorevoli.

Il prossimo 3 settembre si celebrerà la XXII edizione del Trofeo del Mare nella splendida cornice del Porto Turistico di Marina di Ragusa.

Il Trofeo del Mare - Premio Internazionale Uomini e storie è un evento riconosciuto a livello locale e nazionale, capace di ispirare grazie alle sue storie di tutela dell’ecosistema marino, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Premio, da 22 anni, intende valorizzare territori, personalità, organizzazioni, istituzioni, oltre alla cultura ed il rispetto dell'ambiente. Il Trofeo mira a promuovere stili di vita che siano d'esempio per le nuove generazioni, ispirati a esperienze di mutualità, solidarietà, e tutte quelle forme di impegno individuale e collettivo finalizzate al superamento di situazioni di degrado umanitario, sociale e ambientale.

Da anni la Lega Navale Italiana è al fianco del Trofeo del Mare e ha confermato il suo impegno come partner istituzionale al fine di contribuire alla crescita del Premio e ad affermarne la fama, lavorando insieme ad altri enti per farlo diventare l’evento di punta dell’estate italiana dedicato al mare. È prevista la partecipazione alla serata di premiazione anche del Presidente Nazionale LNI, Amm. Donato Marzano.

I vincitori nell'edizione di quest'anno sono: il documentarista subacqueo Roberto Rinaldi, gli esploratori subacquei Enrico Gargiulo e Maria Rosaria Di Natale, la serie documentaristica “Cacciatori di reti fantasma”, il pescatore e guida escursionistica Paolo Fanciulli, l'istruttore Carmelo La Rocca e il Comandante Militare dell'Esercito in Sicilia Maurizio Scardino.

 

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La Lega Navale Italiana è orgogliosa di essere tra gli enti patrocinatori del progetto M.A.R.E., che coinvolgerà attivamente diverse Sezioni della LNI nel corso delle 12 settimane di navigazione nel Mar Tirreno.

M.A.R.E. (Marine Adventure for Research & Education) è un’iniziativa del Centro Velico Caprera, sviluppata in collaborazione con ONE Ocean Foundation, che unisce una serie di partner accomunati dalla sensibilità verso gli ecosistemi marini in un progetto di studio e divulgazione sullo stato di salute del Mar Mediterraneo.

L’attenzione alla conoscenza delle tematiche del mare e al rispetto dell’ambiente marino fanno parte della missione che la Lega Navale porta avanti da 125 anni.

Buon vento all’equipaggio di ONE!

 

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